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Newsbiella Young | 27 aprile 2026, 19:00

Biella, all’Itis Lectio Magistralis del rettore del Politecnico di Torino

Biella, all’Itis Lectio Magistralis del rettore del Politecnico di Torino

Biella, all’Itis Lectio Magistralis del rettore del Politecnico di Torino

L’Itis “Q. Sella” ha accolto nella mattinata di lunedì 27 aprile un ospite d’eccezione: il prof. Stefano Corgnati, Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, che nell’Istituto più antico di Biella ha tenuto un’interessantissima Lectio Magistralis su Galileo Ferraris, ingegnere e fisico di livello mondiale, scopritore del principio del campo magnetico rotante.

Professore Ordinario di Fisica Tecnica Ambientale presso il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, il prof. Corgnati è autore di oltre 450 pubblicazioni scientifiche sviluppate in collaborazione con numerose Università straniere (tra cui quella di Cambridge); nell’ambito delle proprie ricerche, Corgnati si è occupato anche di Galileo Ferraris (Livorno Ferraris, 1847 - Torino, 1897), definendone in particolare la figura di scienziato costantemente al servizio della collettività. E proprio su questo aspetto si è aperta la Lectio: “Galileo Ferraris è stato un grandissimo scienziato – ha esordito Corgnati – ma uno studioso tanto più è grande quanto più riesce a restituire agli allievi e alla società le proprie conoscenze, cosa che nel suo caso è avvenuta a livelli massimi. Dirò di più: come scienziato di rango, Ferraris è stato un pioniere nei propri studi sull’elettrotecnica, ma è stato pure un 'eroe silenzioso', nel senso che ha condotto una vita riservata, molto 'sabauda' o, per dirla con un linguaggio moderno, lontano da quella che poteva essere una modalità 'social'. Questa purezza è senz’altro encomiabile, ma gli è costata un po’ sul piano di quella notorietà che gli sarebbe dovuta. Oggi il nostro dovere è anche quello di renderlo maggiormente noto anche al di fuori della comunità scientifica.”

Dopo questa premessa, la Lectio si è articolata attraverso la narrazione – supportata da slide alquanto  suggestive – della storia dello scienziato a partire dal paese che lo vide nascere (Livorno Piemonte, poi ribattezzato Livorno Ferraris in suo onore nel 1909): un’area a forte vocazione agricola, dove tuttavia il giovane Galileo alimentava il proprio interesse scientifico osservando la dinamica dei fluidi nei tanti canali di irrigazione che solcavano le campagne vercellesi, attratto com’era – già allora – dalla dimensione energetica connessa a quella rete idrica. Una volta divenuto ingegnere, Galileo Ferraris si pone il problema di trasmettere l’energia a distanza dai luoghi in cui viene prodotta; e anche qui si deve leggere la sua vocazione sociale perché, afferma il prof. Corgnati: “Ferraris aveva come cruccio quello di portare a domicilio, e in condizioni di sicurezza, quell’energia elettrica che avrebbe permesso alle donne di lavorare in casa con un telaio con motore elettrico, permettendo loro di guadagnarsi il pane lontano dall’opificio e quindi di poter accudire, nel contempo, la prole. A dover beneficiare di tale innovazione dovevano essere, nei pensieri del nostro scienziato, proprio le donne che lavoravano in una terra ad altissima vocazione tessile come quella biellese. Per cui, se vogliamo dirla in altri termini, Galileo si preoccupava già a metà Ottocento di un tema quanto mai attuale ai giorni nostri, quello della conciliazione casa-lavoro o, se vogliamo, del welfare”.

Di qui parte, seguendo l’esposizione del prof. Corgnati, l’attenzione di Galileo Ferraris per le leggi fisiche del trasformatore e la sua fase di scopritore, interessato com’era a convertire l’energia elettrica in energia meccanica utilizzabile; scoperte che hanno cambiato il destino del mondo e rivoluzionato il nostro modo di vivere, perché proprio dai suoi studi sul campo magnetico rotante discende il motore elettrico.

Ferraris, che non ha mai ritenuto di brevettare alcunché, ha visto riconoscere la propria scoperta del campo magnetico rotante al congresso di Chicago nel 1893, mentre Nikola Tesla, che non era un teorico ma uno sperimentatore, inventa – e brevetta – il motore asincrono, un oggetto cui era peraltro giunto in autonomia con i propri esperimenti.

“Quella di Galileo Ferraris – ha concluso il Rettore – è quindi la storia di un uomo alieno dai meri interessi economici e che ha sempre concepito la propria vita come servizio a favore della collettività, al punto di divenire pure assessore al Comune di Torino e nel proprio paese natale, nonché senatore del Regno. Insomma, una figura eccezionale di uomo e di scienziato, che potremmo tranquillamente definire un modello.”

Al termine della Lectio, spazio alle molte domande giunte dagli studenti ed una sorpresa. Tra il  pubblico, a presenziare alla conferenza, era infatti presente anche un prestigiosissimo e biellesissimo ex-allievo dell’Itis, che ad un certo punto è stato chiamato dal prof. Corgnati al tavolo dei relatori: il prof. Aldo Boglietti, già docente di Macchine Elettriche al Politecnico di Torino e vincitore del premio Tesla, assegnatogli negli Stati Uniti nel 2024 per l’eccezionale contributo reso dai suoi studi alla generazione e all’utilizzo dell’energia elettrica. Insomma, per l’Itis, e per i suoi studenti, una giornata dal profilo scientifico e culturale davvero straordinaria.

c. s. Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne ITIS “Q. Sella” g. c.

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