La minoranza mantiene alta l’attenzione sulla vicenda che ha coinvolto gli assessori del Comune di Biella, Cristiano Franceschini e Amedeo Paraggio. La prima richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale, finalizzata ad ascoltare gli assessori, era stata respinta con l’invito a specificarne meglio le motivazioni. Il documento è stato quindi immediatamente ripresentato in forma più dettagliata e, non avendo ricevuto risposta entro i tempi previsti dal regolamento, la minoranza ha inserito la richiesta di audizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale. E così sarà, il prossimo 31 marzo.
"Ci spiace che passino ancora 10 giorni - afferma Marta Bruschi, consigliera di Biella C’è, in una conferenza convocata questa mattina lunedì 23 marzo -. Quello che chiediamo è solo un momento dedicato in cui gli assessori possano chiarire la vicenda senza filtri. Lavori Pubblici e Bilancio sono ambiti delicati: le infiltrazioni mafiose in Italia esistono e vogliamo scongiurare che possano verificarsi anche sul nostro territorio. Siamo stupiti dal silenzio dell’amministrazione. Abbiamo fatto due richieste immediate, entrambe negate, ora questa in consiglio non può essere rifiutata, spiace solo che i cittadini debbano attendere ancora".
Sulla stessa linea Sara Novaretti (Biella C’è): "Siamo preoccupati. Ci colpisce la leggerezza con cui queste persone sembrano non aver compreso la situazione in cui si sono trovate coinvolte".
Fulvia Zago (Pd) sottolinea: "Stiamo parlando di assessori che gestiscono consistenti risorse pubbliche comunali. Vogliamo capire dove finisce il privato e dove inizia il pubblico. L’impressione è che questa sia solo l’inizio di una vicenda. Dobbiamo assicurarci che i soldi dei cittadini siano stati spesi bene. Sono fatti che danneggiano il territorio: cosa dice il sindaco?".
Teresa Barresi (Costruiamo Biella) precisa: "Non vogliamo accusare nessuno. Chiediamo solo chiarezza e trasparenza, per dissipare ogni dubbio su quanto accaduto".
Dello stesso avviso Karim El Motarajji (Movimento 5 Stelle): "I fatti sono gravi. Chiediamo chiarimenti, vogliamo semplicemente sapere cosa è successo".
Più ampio il ragionamento di Paolo Furia (Pd): "In tutta Italia si pensa che Biella sia il feudo di una persona, Delmastro. Ma Biella è stata la città di Quintino Sella, non è mai stata il feudo di nessuno. È stata amministrata sia dal centrosinistra sia dal centrodestra: non siamo nel Medioevo. Superare questa immagine è fondamentale e riguarda tutti, anche una parte del centrodestra".
Critico anche Andrea Basso (Pd): "Non si tratta dell’ennesima figuraccia per il territorio. Questi esponenti di Fratelli d’Italia, con 2.500 euro, pensavano di gestire un ristorante a Roma, peraltro con menù di carne: qualcosa non torna. Anche volendo presumere la buona fede, immaginare un’operazione del genere con un capitale così basso significa essere quantomeno ingenui. È inaccettabile che due assessorati chiave si siano dimostrati così superficiali".






























