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CRONACA | 13 novembre 2019, 07:00

"La domenica è una guerra". Lo sfogo dei lettori sui cacciatori

Lamentele per il comportamento nelle battute di caccia. Impossibile camminare anche per strada: "si è in pericolo".

"La domenica è una guerra". Lo sfogo dei lettori sui cacciatori

"Spari vicino alle abitazioni, uomini con fucili pronti all'uso appostati sui bordi delle strade. Per chi vuole farsi una passeggiata di domenica, è una vera guerra". Le lamentele ricevute dalla nostra redazione descrivono la situazione quasi fosse una scena di guerra. E invece è "solamente" una normale domenica di caccia nel Biellese. "Mi sono ritrovato cacciatori dentro la mia proprietà delimitata dal pastore elettrico -racconta Stefano di Bioglio-. Invadono, sparano, come nulla fosse e tutto sia dovuto. Ormai si ha paura ovunque, a casa, nell'andare a funghi, anche solo nel fare una tranquilla passeggiata con il cane per le strade tra i boschi. E' inconcepibile". 

La caccia, classificata come sport, forse dovrebbe essere rivista. Ma questa è un'altra storia. Oggi invece si raccontano fatti e situazioni di pericolo. Non pure invenzioni ma situazioni di normalità. "Ho visto un uomo in ginocchio e un altro poco distante sul bordo della strada -dice Emanuela di Pettinengo-. Passeggiavo con il mio cane e mi sono sentita dire di fare silenzio, di stare ferma. Ma è inaudito che non si possa camminare in tranquillità su una strada provinciale. La situazione è precipitata quando ho telefonato al 112. Loro, sentendo la conversazione, mi hanno seguita fucile alla mano gridando 'cosa stessi facendo'. Mi hanno terrorizzata e sono arrivata a casa che tremavo ancora". 

Fatti realmente accaduti, storie quasi all'inverosimile alle porte del 2020. E la domenica così diventa giorno di guerra, per animali e persone. La legge prevede che sia vietato portare armi se non scariche e all'interno della custodia nelle zone comprese nel raggio di cento metri da case, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali. 

Non sono queste le prime segnalazioni, ormai è un fatto consueto che si ripete ciclicamente di anno in anno. Tutte le stagioni venatorie sono simili. Ha un senso tutto questo? Una razza, il cacciatore, in via d'estinzione. Ma ad oggi la gente deve ancora aver paura per una sola passeggiata all'aria aperta. "E' come si fossero ribaltati i ruoli -conclude Stefano-. Se usano le armi, loro dovrebbero stare attenti e invece è esattamente il contrario, siamo noi ad aver paura quando usciamo dalla nostra abitazione. Bisognerebbe creare una zona ben delimitata dove chi vuole possa cacciare. Dico solo un'ultima cosa: è possibile che fuori casa mia, domenica, ci fossero una dozzina di auto e una trentina di cacciatori per i boschi che sparavano? Sembrava di essere in guerra".  

Fulvio Feraboli

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