Riceviamo e pubblichiamo:
“Gentile Direttore,
dopo il caos che ha paralizzato Biella ieri per la chiusura del Ponte della Tangenziale, mi chiedo: chi pensa a me? Chi pensa a noi cittadini, a chi lavora, a chi porta i figli a scuola e a chi deve spostarsi?
Questa giornata d'inferno mi costringe a tornare ai giorni delle elezioni. In campagna elettorale il futuro è sempre roseo e la programmazione sembra la cosa più semplice del mondo. Poi arriva la realtà. Ci ritroviamo bloccati nel traffico o a fare i conti con buche profonde che distruggono le ruote delle auto e fanno cadere chi viaggia in scooter. Manca totalmente la capacità di pianificare a lungo termine: ormai non si programma più nulla che vada oltre la pausa caffè. I lavori pubblici si possono e si devono fare anche di notte. Invece, per evitare i turni notturni, si costringono i cittadini che arrivano da Cossato a impiegare un'ora e venti minuti solo per entrare a Biella. Ieri avevo un appuntamento importante, come tantissimi altri biellesi.
Qui qualcuno ha confuso la mediocrità con l’equilibrio, l’inerzia con la saggezza e il declino con la fatalità. Siamo un popolo che vuole emergere, che ha voglia di fare e di crescere, ma che viene sistematicamente abbandonato dalle istituzioni. Lo dimostrano i simboli del nostro territorio: siamo senza la Funivia di Oropa, con la conca completamente abbandonata e la funicolare è chiusa senza alcuna certezza sulla riapertura. A questo si aggiungono le buche ovunque e l'erba incolta.
Non è una questione di schieramenti politici ma di pura incapacità gestionale. I disagi non hanno colore, ma hanno precise responsabilità. I biellesi meritano una programmazione vera, non l'abbandono”.























