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AL DIRETTORE | 09 giugno 2026, 06:50

Dall’inferno alla speranza, la storia: “Così ho vinto la mia battaglia con l’alcol”

La testimonianza e il percorso di rinascita di una persona con l’aiuto degli Alcolisti Anonimi (A.A.): "Anche nel punto più buio può esistere una strada verso la luce".

Dall’inferno alla speranza, la storia: “Così ho vinto la mia battaglia con l’alcol” (immagine generata con l'IA)

Dall’inferno alla speranza, la storia: “Così ho vinto la mia battaglia con l’alcol” (immagine generata con l'IA)

Riceviamo e pubblichiamo:

"Ci sono persone che bevono per piacere, per compagnia, per abitudine. E poi ci sono persone come me, per cui l’alcol, a un certo punto, smette di essere una scelta e diventa una necessità. Una schiavitù silenziosa che ti accompagna ogni giorno, consumando lentamente la tua dignità, i tuoi affetti, la tua serenità. 

Per anni ho provato a convincermi di avere tutto sotto controllo. “Domani smetto”, “questa è l’ultima volta”, “basta volerlo davvero”. Ma ogni promessa fatta a me stesso durava poche ore, a volte pochi minuti. Perché la dipendenza non è solo una cattiva abitudine: è un’ossessione mentale che ti perseguita continuamente e una compulsione fisica che ti trascina dove non vuoi andare. 

La mente cercava mille giustificazioni: un problema al lavoro, una delusione, la stanchezza, la noia, perfino la felicità diventava una scusa per bere. E quando iniziavo, non riuscivo più a fermarmi. Ogni giorno era una battaglia persa in partenza. Con il tempo arrivano i sensi di colpa. Ti guardi allo specchio e non riconosci più la persona che eri. Prometti ai tuoi familiari che cambierai, ma continui a deluderli. Ti vergogni, menti, nascondi bottiglie, nascondi te stesso. 

La vita diventa ingestibile: relazioni rovinate, fiducia distrutta, giornate vissute nell’ansia e nella disperazione. La cosa peggiore, però, è la solitudine. Sentirsi incomprensibili, diversi, sbagliati. Pensare che nessuno possa capire davvero quel bisogno incontrollabile che ti domina la mente e il corpo. Io ho toccato il fondo proprio lì: nella convinzione di essere senza speranza.

Poi, quasi senza crederci, sono andato in Alcolisti Anonimi, e qui ho incontrato persone che parlavano esattamente di quello che vivevo io. Persone che conoscevano quella paura, quella vergogna, quell’impotenza. Non mi giudicavano, perché erano passate attraverso lo stesso inferno. E soprattutto erano riuscite a uscirne. Per la prima volta non mi sono sentito solo. Attraverso il confronto con altri alcolisti ho capito che il mio problema non era mancanza di volontà o debolezza morale. 

Ho scoperto che condividere la propria esperienza può ridare dignità e speranza anche a chi pensa di aver perso tutto. La rinascita non è stata immediata né facile. Ci sono voluti tempo, umiltà e sincerità. Ma poco alla volta la mia vita ha iniziato a cambiare. Sono tornati rapporti veri, amicizie autentiche, giornate vissute con lucidità. Ho imparato a chiedere aiuto e ad accettarlo. 

Oggi non posso dire di aver dimenticato cosa sia stata la dipendenza. Fa parte della mia storia e probabilmente lo sarà sempre. Ma posso dire che esiste una possibilità di cambiamento, anche quando tutto sembra perduto. La speranza nasce spesso dall’identificazione: vedere qualcuno che aveva il tuo stesso problema e che è riuscito a rialzarsi. 

Per me è stato questo il primo vero passo verso una nuova vita. E forse è proprio questo il messaggio più importante: nessuno dovrebbe affrontare da solo una malattia che si nutre di isolamento e disperazione. Perché anche nel punto più buio può esistere una strada verso la luce".

Info: Alcolisti Anonimi Biella - Gruppo L'Aurora Via Borriana, 8, 13900 Biella 
Numero: 335 6965866.
Incontri: Lunedì e mercoledì: 20:30 – 22:00 Sabato: 15:00 – 17:00

Lettera firmata

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