giovedì 04 giugno
 / ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 04 giugno 2026, 08:50

Biella, gestione del verde pubblico: dubbi, domande e criticità sull'affidamento a SEAB

Le parole di Samuele Ratti, giardiniere e arboricoltore specialista nella cura del verde: "Gestire il verde urbano non significa soltanto tagliare l'erba: servono professionalità, programmazione e una visione chiara del servizio pubblico."

Biella, gestione del verde pubblico: dubbi, domande e criticità sull'affidamento a SEAB - Foto di repertorio

Biella, gestione del verde pubblico: dubbi, domande e criticità sull'affidamento a SEAB - Foto di repertorio

"In merito all’annunciato affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico a SEAB, ritengo necessario aprire una riflessione seria e trasparente su una scelta che solleva numerosi interrogativi, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello amministrativo.
Leggendo i commenti e confrontandomi con i colleghi non penso di essere l'unico a porsi queste domande.

Nessuno mette in dubbio la necessità di intervenire con urgenza su una situazione che, come ammesso dallo stesso assessore competente, risulta oggi non più sostenibile. Le continue segnalazioni dei cittadini e lo stato di molte aree verdi cittadine dimostrano che il sistema adottato negli ultimi anni non ha funzionato adeguatamente. Chi in questi giorni attraversa Biella non può fare a meno di notare l'incuria diffusa.

Proprio per questo, però, appare legittimo chiedersi se la soluzione individuata rappresenti davvero un miglioramento strutturale oppure soltanto un cambio di gestione privo delle necessarie garanzie operative.

Affidare il verde pubblico a una società nata principalmente per la gestione dei rifiuti potrebbe essere formalmente consentito (anche se sarebbe interessante approfondire), ma resta da capire se questa scelta sia realmente la più efficace per un settore altamente specialistico come quello del verde urbano. La manutenzione del patrimonio verde non consiste semplicemente nel taglio dell’erba, ma richiede competenze specifiche in materia di arboricoltura, sicurezza, pianificazione degli interventi, gestione fitosanitaria e molto altro.

Non è casuale che lo stesso assessore abbia riconosciuto come il tema delle potature rappresenti “un mondo particolare”, tanto da escluderlo dall’affidamento iniziale. Una dichiarazione che, di fatto, conferma quanto il settore richieda professionalità specifiche e consolidate.

Preoccupa inoltre il principio espresso pubblicamente secondo cui il contratto sarebbe stato costruito in modo da consentire a SEAB di acquistare mezzi e assumere personale. Se da un lato è comprensibile che un servizio pluriennale permetta investimenti organizzativi, dall’altro non si può ignorare il tema della disparità rispetto alle imprese private del settore, alle quali viene normalmente richiesto di possedere già mezzi, attrezzature, personale qualificato ed esperienza specifica prima ancora di poter partecipare a una gara pubblica.

Molte aziende del territorio investono da anni in formazione, sicurezza, macchinari e professionalità, affrontando il rischio d’impresa senza alcuna garanzia pubblica. Per questo motivo appare doveroso chiedersi se sia corretto che una società partecipata possa invece strutturarsi successivamente grazie a un affidamento diretto sostenuto economicamente con risorse pubbliche.

Esiste inoltre un tema più generale che riguarda il modello amministrativo scelto. Negli ultimi anni il settore del verde pubblico ha spesso subito le conseguenze di logiche basate prevalentemente sul contenimento dei costi e sul massimo ribasso, con risultati sotto gli occhi di tutti: manutenzioni insufficienti, interventi tardivi, qualità discontinua e crescente malcontento dei cittadini.

Il rischio è che, ancora una volta, si privilegi una soluzione costruita più per esigenze organizzative della società partecipata che per una reale valorizzazione delle competenze specialistiche presenti sul territorio.

Sarebbe quindi importante che l’amministrazione chiarisse pubblicamente alcuni aspetti fondamentali:

- quali siano le competenze tecniche specifiche oggi presenti in SEAB per la gestione del verde urbano;
- quali investimenti siano previsti e con quali tempistiche;
- quali standard qualitativi verranno garantiti;
- quali strumenti di controllo e verifica saranno adottati;
- e soprattutto per quali ragioni si ritenga che questa soluzione sia economicamente e qualitativamente migliore rispetto a un affidamento tramite gara a imprese specializzate del settore.

Quando si parla di verde pubblico non si parla soltanto di decoro urbano, ma di sicurezza, qualità della vita, patrimonio ambientale e rispetto del lavoro delle imprese che operano professionalmente in questo ambito.

In un'epoca in cui Comuni e Paesi più virtuosi investono sempre di più nel verde, Biella rischia di riconfermarsi città che fa passi indietro invece che in avanti, investendo più nell'apertura di nuovi centri commerciali che nella cura del suo patrimonio verde."

Samuele Ratti, giardiniere e arboricoltore specialista nella cura del verde

Lettera firmata

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore