Prosegue il ricorso contro il regolamento comunale della partecipazione a Biella, ma con un cambio significativo tra i protagonisti che si presenteranno davanti al giudice all’inizio di giugno.
Escono infatti di scena Marta Bruschi, Riccardo Bresciani e Sara Novaretti. Restano invece in campo l’ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e alcuni residenti stranieri che vivono e lavorano da tempo nel Biellese: Walaa Aljrabah, Belal Atmeh, Ahmed Baali, Cassi Gibson, Amad Jalloh, Iryna Kovalova, Duncan John McKenna e Sunday Okoye.
Una modifica che non è frutto di una scelta volontaria. A determinare l’uscita del gruppo di Biella C’è è infatti l’applicazione dell’articolo 63, comma 1, del Testo unico degli enti locali (Tuel), che disciplina le cause di incompatibilità per gli amministratori. La norma prevede che, in situazioni di contenzioso con l’ente, il consigliere sia obbligato a rimuovere la causa di incompatibilità – in questo caso ritirando il ricorso – oppure a decadere dalla carica.
“Il paradosso è che io posso avere una causa con il Comune per via di una questione finanziaria e non accade nulla – commenta Marta Bruschi – mentre per questioni come queste scatta l’incompatibilità”.
"Ci ritiriamo serenamente - scrive in una nota Biella c'è -, proprio perché sappiamo che questa decisione non influirà sulle sorti del ricorso: d’altronde la nostra presenza era più simbolica che di sostanza, non essendo direttamente parte lesa dalla limitazione imposta dal nuovo regolamento per la partecipazione, in quanto cittadini italiani. Il Comune di Biella ha deciso di dare un' interpretazione stringente all' articolo del testo unico degli enti locali e considerare la nostra posizione una lite contro l' amministrazione, benché la “lite” in questione non riguardi affatto le nostre persone, quanto una battaglia contro una discriminazione che lede il diritto alla partecipazione alla vita pubblica di una parte dei nostri concittadini. Il paradosso è che la stessa norma non considera causa di incompatibilità liti in ambito tributario: a titolo di esempio, se fossimo in causa per il comune perché ci contesta il mancato pagamento di una multa, questo non comporterebbe la messa in discussione del nostro ruolo in Consiglio, mentre per sollevare davanti a un giudice terzo il dubbio sulla legittimità legale di una delibera, dovremmo prima dimetterci. Detto questo la scelta del Comune è assolutamente legittima e non vogliamo discuterla. Continueremo a seguire la causa, una delle prime se non la prima in Italia di questo tipo e supportarla economicamente, perché crediamo che coltivare una partecipazione inclusiva sia un aspetto fondamentale per rendere la nostra comunità più forte e sicura, perché crediamo che, parafrasando il signor G: residenza e' partecipazione"
Il procedimento, dunque, proseguirà con gli altri ricorrenti, mantenendo aperto il confronto legale sul regolamento e sui suoi effetti in materia di partecipazione civica.
























