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COSTUME E SOCIETÀ | 28 aprile 2026, 08:40

Su Nuraghe, Sardegna e Piemonte in preghiera a Pettinengo

Il Rosario serale nell’oratorio di canton Gurgo tra devozione, lingue e identità condivise

Facciata dell’oratorio di Gurgo

Facciata dell’oratorio di Gurgo

Un ritorno atteso nella quiete del borgo

Con l’arrivo di maggio, mese tradizionalmente consacrato alla devozione mariana, Pettinengo ritrova il ritmo raccolto delle sere di preghiera. Alle ore 20:15, tra le case silenziose di canton Gurgo, torna a levarsi la voce corale del Rosario, in un appuntamento che unisce fede, memoria e identità.

L’oratorio ritrovato, cuore della comunità

Da quando il Circolo Culturale Sardo di Biella, insieme alle associazioni del territorio, agli enti locali e al sostegno di soci benemeriti, ha restituito alla comunità il seicentesco oratorio di canton Gurgo, questo scrigno del Barocco piemontese è tornato a vivere come luogo di incontro e spiritualità. Le sue porte si aprono ogni sera di maggio, accogliendo fedeli e visitatori in un clima di intima partecipazione, in sintonia con il parroco don Ferdinando Gallu.

“Dove due o tre sono riuniti”

La preghiera si svolge nel segno delle parole evangeliche tratte da Matteo (18,20): «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Un messaggio che qui si fa esperienza concreta, nella semplicità di un ritrovarsi insieme, condividendo silenzi e invocazioni.

Lingue che pregano, culture che si incontrano

L’oratorio, liturgicamente dedicato ai Santi Grato d’Aosta ed Eusebio da Cagliari, diventa così crocevia di culture e tradizioni: un luogo in cui la lingua sarda e quella piemontese si intrecciano naturalmente nella preghiera. Un segno tangibile di quella attenzione alla lingua materna più volte incoraggiata da papa Francesco, che invita a riscoprire il valore autentico dell’espressione spirituale nelle parole più intime e familiari.

Voci e melodie tra Sardegna e Piemonte

Accanto al gruppo locale delle “pie donne”, sarà il diacono Elio Ceresa a sostenere e accompagnare i momenti della preghiera mariana. I partecipanti potranno seguire la recita grazie ai fogli di navata, che riportano i testi del “Rosariu cantadu” sia in limba sarda sia nella variante piemontese propria di canton Gurgo. In alcune serate, gli inni mariani risuoneranno nelle melodie tradizionali di Atzara e di Belvì, creando un dialogo armonioso tra le due culture.

Un’unica fede, molte voci

Le voci si alterneranno, offrendo a ciascuno la possibilità di pregare nella propria lingua e, al tempo stesso, di accogliere quella dell’altro. È in questa fusione di suoni, parole e devozione che l’oratorio ritrova la sua anima più profonda: non solo luogo di culto, ma spazio condiviso dove le radici si incontrano e si riconoscono, nel segno di una fede che unisce e supera ogni distanza.

C.S. Salvatorica Oppes, Su Nuraghe

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