Martedì 17 marzo iniziano i festeggiamenti per l’associazione biellese che quest’anno compie sessant’anni: il Biella Jazz Club nasce ufficialmente il 15 luglio 1966. L’anteprima vuole essere un’occasione per lanciare gli eventi legati a questo grande traguardo del sodalizio biellese e per inaugurare ufficialmente la mostra permanente delle foto di Paolo Grandotto che ha documentato, dal 2009, tutti i concerti di Palazzo Ferrero. Sono esposte nelle sale i grandi artisti che sono saliti sul prestigioso palco, gli scatti rendono ancora più leggendaria la storia del più antico Jazz Club d’Italia oramai famoso e ambito dagli artisti di tutto il mondo. Inoltre, nel corso dei festeggiamenti per il sessantennale saranno esposti prossimamente anche gli scatti del fotografo Stefano Ceretti, che negli ultimi due anni, ha voluto inserire nel suo progetto “Volti Stampati” anche le foto dei musicisti fatte al club durante le performance rendendo ancora più preziosi i momenti salienti delle esecuzioni.
Martedì 17 salgono sul palco i musicisti del Jazz Club con alcuni ospiti: Max Tempia al pianoforte, Massimo Serra alla batteria, Maurino Dellacqua al basso, Fabio Buonarota alla tromba, Fabio Mora al trombone, 2 graditi ospiti, il cantante biellese Riccardo Ruggeri e l’armonicista milanese Max de Aloe. Il repertorio scelto spazia tra il jazz e il funk con l’aggiunta di alcuni brani cantati da Ruggeri, scelti nei repertori di Gregory Porter, Fabrizio De Andrè e John Legend.
Massimo Serra sempre impegnato con la Treves Blues Band; Maurino Dellacqua , bassista di Irama, da quest’anno alle prese con un tour europeo della band From Zero, Max Tempia pianista a Domenica in su Raiuno accompagneranno i solisti ospiti per un concerto coinvolgente, piacevole e di grande spessore artistico che è una costante nella programmazione del club.
Riccardo Ruggeri, cantante biellese, voce solista e leader della band Lomè, voce del gruppo prog Syndone, ha partecipato a numerosi festival e premi importanti quali il Tenco, il premio Demetrio Stratos, il premio Bindi e a rassegne musicali in italia e all’estero come il Jammin Music Festival, Veruno Prog, Prog Resiste Marseille, Ansan (Corea), Shenzhen (Cina). Ha suonato con importanti musicisti quali Aldo Romano, Sandro Cerino, Irene Grandi, Pietro Fariselli e molti altri. Di recente uscita il singolo come solista, la Tarantella del Folle.
Max de Aloe Max De Aloe è considerato dalla stampa specializzata tra i più attivi armonicisti jazz in Europa e annovera nel suo curriculum prestigiose collaborazioni in sala di registrazione e/o dal vivo con musicisti del calibro di Kurt Rosenwinkel, Adam Nussbaum, Paul Wertico, John Helliwell dei Supertramp, Eliot Zigmund, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Enrico Rava, Don Friedman, Bruno De Filippi, Franco Cerri, Gianni Coscia, Gianni Basso, Dado Moroni e molti altri. Ha circa cinquanta CD al suo attivo, di cui 15 come leader ma anche spettacoli in solo, realizzazioni di colonne sonore per spettacoli teatrali e documentari, oltre a collaborazioni con poeti, scrittori e registi. In ambito pop ha collaborato con Mauro Pagani e Massimo Ranieri. Ha vinto negli ultimi cinque anni il Jazz It Awards indetto dalla rivista Jazzit come migliore musicista italiano nella categoria riservata agli strumenti vari ed è vincitore del premio Orpheus Awards 2015 con il CD Borderline per la sezione jazz.
Fabio Buonarota trombettista originario di Busto Arsizio , ma residente a Biella, ha suonato in tutte le più importanti big band italiane come la Civica di Milano o la Monday Orchestra accompagnando artisti di fama come Bob Mintzer e Randy Brecker. E tromba solista nella Wally’s Big Band e nella CM Orchestra, ha suonato con Paolo Tomelleri, Enrico Intra, Gigi Cifarelli, Rudy Migliardi, Franco Cerri, Goodfellas, Christian de Sica, Vince Tempera ed è da oltre 10 anni il trombettista di Mario Biondi. Dirige la Saint James Big Band di Candelo e tiene corsi di improvvisazioni a Biella, proprio al Jazz Club.
Fabio Mora, trombonista biellese, è diplomato al Conservatorio di Cuneo e ha militato in alcune tra le più importanti Big Band come quella di Gianni Basso, la Wally’s Big Band, la Moraine Big Band e la Ambassador di Imperia. Anche Mora attivo promotore nella Saint James di Candelo e di recente entrato a far parte della direzione del Biella Jazz Club come tutti gli altri musicisti. Con questo concerto il sodalizio biellese vuole sottolineare la coesione e la grande partecipazione attiva all’interno dell’associazione anche di nuove risorse che hanno contribuito a ricreare entusiasmo e grande volontà di proseguire una realtà nata sessant’anni fa diventata ormai riferimento nel panorama del jazz mondiale.
Un luogo che , attraverso le immagini degli artisti che si sono esibiti, testimonia come il Jazz Club biellese sia diventato una vera e propria leggenda tra i musicisti di tutto il mondo i quali lo considerano uno dei palchi più ambiti alla pari dei grandi club interazionali che hanno scritto la storia del jazz. Per martedì 24 è in programma la jam session.






















