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POLITICA | 10 marzo 2026, 06:50

Biella, ricorso sui consigli di quartiere: "La partecipazione non può escludere i residenti stranieri" FOTO

Biella, ricorso sui consigli di quartiere: "La partecipazione non può escludere i residenti stranieri"

Biella, ricorso sui consigli di quartiere: "La partecipazione non può escludere i residenti stranieri"

Si è tenuta nella mattinata di ieri, nella sala consiliare di Palazzo Oropa, la conferenza stampa dal titolo “Residenza è partecipazione”, promossa dal gruppo consiliare Biella C’è per illustrare l’azione legale presentata contro il regolamento comunale della partecipazione, nel passaggio in cui esclude i cittadini extracomunitari dalla possibilità di prendere attivamente parte ai consigli di quartiere.

A intervenire sono stati i consiglieri comunali Marta Bruschi, Riccardo Bresciani e Sara Novaretti. In collegamento è intervenuto anche l’avvocato Alberto Guariso, tra i legali che hanno curato l’iniziativa giudiziaria insieme a Livio Neri e Marta Lavanna. Tra i ricorrenti figurano inoltre alcuni cittadini stranieri stabilmente inseriti nel tessuto cittadino, oltre ad ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

Al centro della vicenda vi è l’articolo 31 del regolamento comunale sulla partecipazione, che consente di votare nei consigli di quartiere solo ai residenti italiani o cittadini dell’Unione Europea. Secondo i promotori del ricorso, questa scelta esclude di fatto una parte della popolazione che vive stabilmente a Biella: "Parliamo di persone che lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola e partecipano alla vita della città - ha spiegato Marta Bruschi - Da un lato c’è un tema di diritti, dall’altro anche di buon senso: sono cittadini che contribuiscono ogni giorno alla crescita del territorio".

I consigli di quartiere, infatti, sono organismi consultivi che si occupano di temi molto concreti della vita quotidiana: dalla manutenzione delle strade agli spazi pubblici, fino alle iniziative sociali e culturali nei quartieri. Proprio per questo, secondo Biella C’è, appare contraddittorio escludere dal voto persone che vivono e lavorano in città. Nel ricorso si sostiene inoltre che la norma comunale sia in contrasto con diverse disposizioni nazionali ed europee e con lo stesso Statuto del Comune di Biella, che in altri casi riconosce agli stranieri residenti la possibilità di partecipare alle consultazioni cittadine.

Dal punto di vista giudiziario, la vicenda sarà esaminata dal Tribunale di Biella. L’udienza è fissata per il 3 giugno. Con il ricorso si chiede al giudice di ordinare al Comune la modifica del regolamento contestato e di riconoscere un risarcimento ai ricorrenti.

Per Biella C’è, l’obiettivo non è fermare i consigli di quartiere, ma renderli davvero aperti alla comunità: "Chi vive e lavora a Biella – sostengono i consiglieri – dovrebbe poter contribuire alla vita dei quartieri, senza distinzioni tra cittadini di serie A e cittadini di serie B".

A sostenere il ricorso sono anche alcuni residenti stranieri che vivono e lavorano da tempo nel Biellese: Walaa Aljrabah, Belal Atmeh, Ahmed Baali, Cassi Gibson, Amad Jalloh, Iryna Kovalova, Duncan John McKenna e Sunday Okoye.

Un gruppo eterogeneo, con provenienze da Siria, Yemen, Stati Uniti, Sierra Leone, Ucraina, Australia e Nigeria, che oggi ha costruito la propria vita a Biella. Tra loro ci sono lavoratori, professionisti, studenti e volontari, persone inserite nel tessuto economico e sociale del territorio, con figli nelle scuole cittadine e attività nelle associazioni locali. Una presenza che, secondo Biella C'è, testimonia come molti cittadini stranieri partecipino già alla vita della comunità biellese e chiedano ora di poter contribuire anche agli strumenti di confronto civico nei quartieri.

G. Ch.

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