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CULTURA E SPETTACOLI | 16 febbraio 2026, 07:30

Accademia Perosi, doppio appuntamento con la grande classica

Accademia Perosi, doppio appuntamento con la grande classica

Accademia Perosi, doppio appuntamento con la grande classica

C'è stato un tempo in cui la musica più avanzata non si scriveva nelle accademie, ma nei salotti. Stanze precise, con pareti e finestre, dove alcune compositrici hanno costruito un repertorio che la storia ha preferito a lungo non vedere.

Il programma che la pianista Eliana Grasso propone all'Accademia Perosi raccoglie queste partiture e le dispone come oggetti ritrovati: ciascuna con il proprio peso, la propria luce, la propria ostinata ragione d'essere.

Si parte da Clara Schumann – la Polacca in do maggiore, la Romanza op. 11, il Lied Er ist gekommen – per attraversare i paesaggi miniati di Fanny Mendelssohn (Melodie, April, Notturno Napolitano), l'impressionismo inquieto di Mel Bonis (Mélisande, Valse), le architetture luminose di Lili Boulanger (D'un vieux Jardin, D'un jardin clair, Cortège). E ancora: l'Étude de Concert Automne di Cécile Chaminade, la Mazurka e la Serenata di Pauline Viardot, la Berceuse di Dora Pejačević – commiato di un'epoca che chiude gli occhi sapendo che al risveglio nulla sarà uguale.

Non si tratta di risarcimento postumo né di omaggio celebrativo. Si tratta, più semplicemente, di musica che esiste e che chiede di essere ascoltata per quello che è: un repertorio di precisione e profondità, scritto da compositrici che hanno operato non ai margini ma al centro di un sistema musicale che ora possiamo finalmente osservare nella sua interezza.

Eliana Grasso, torinese, ha iniziato lo studio del pianoforte a quattro anni. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali – tra cui Stresa, il Premio Bach di Sestri Levante, il Concorso di San Pietroburgo – ha debuttato a tredici anni con l'Orchestra Sinfonica di Mulhouse. Perfezionatasi all'Accademia di Imola e a Biella, dal 2010 è pianista collaboratore presso l'Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

Mercoledì 18 Febbraio 2026 | h. 18:00

Sala Concerti dell'Accademia

Nel salotto di Clara

Eliana Grasso

pianorecital

C. Schumann; F. Mendelssohn; L. Boulanger

Un secolo e mezzo separa Mozart da Prokof'ev. Una distanza cronologica che scompare se si osservano le partiture come mappe geografiche. Il concerto di venerdì 20 febbraio all'Accademia Perosi (ore 18:00) traccia linee invisibili, rivelando simmetrie inattese tra il classicismo viennese e il novecento sovietico. Pavel Berman (violino) e Maria Meerovitch (pianoforte) propongono un programma che non è un confronto, ma una sovrapposizione di architetture.

Il percorso inizia nella luce. La Sonata K 454 di Mozart e la op. 94 bis di Prokof'ev condividono il modo maggiore, ma con rifrazioni diverse. In Mozart il dialogo tra violino e pianoforte è paritario, una conversazione tra intelligenze affini dove il tema passa da uno strumento all'altro con naturalezza. In Prokof'ev, la luminosità è più tagliente, invernale. Dietro una semplicità apparente si nasconde un'ambiguità armonica: la superficie è tersa, ma il fondale resta indecifrabile, come un meccanismo di orologeria che gira con allegria feroce.

Si passa poi alle stanze dell'ombra. La K 304, unica sonata mozartiana in minore, scritta a Parigi dopo la morte della madre, concentra il dolore in un perimetro ristretto. Non c'è grido, solo un sussurro denso; una forma breve, perfetta e chiusa. Al contrario, la Sonata op. 80 di Prokof'ev è una cattedrale notturna. Composta durante gli anni della guerra, è segnata da tormento e precisione ingegneristica. Qui gli strumenti non conversano amabilmente: si cercano attraverso vaste distanze, fino a un incontro che non ha il sapore della facilità, ma della conquista.

I Musicisti Pavel Berman (Violino). Vincitore del Concorso di Indianapolis, si esibisce regolarmente come solista e direttore in sale quali la Carnegie Hall, il Théâtre des Champs Elysées e il Teatro alla Scala. Docente presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e l'Accademia Perosi, suona il violino Antonio Stradivari 'Conte De Fontana' (1702).

Maria Meerovitch (Pianoforte). Formatasi a San Pietroburgo e Anversa, divide la carriera tra l'attività solistica (con orchestre come la London Philharmonic) e la musica da camera, collaborando con artisti del calibro di Martha Argerich e Vadim Repin. È titolare della cattedra di pianoforte all'Accademia Perosi.

Venerdì 20 Febbraio 2026 | h. 18:00

Sala Concerti dell'Accademia

Geometrie sonore: convergenze parallele

Pavel Berman

(violino)

Maria Meerovitch

(pianoforte)

S. Prokofiev; W.A. Mozart

c. s. Accademia Perosi g. c.

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