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Music Cafè | 15 febbraio 2026, 07:20

Riascoltati per voi: Talk Talk - The Colour of Spring (1986)

Riascoltati per voi: Talk Talk - The Colour of Spring (1986)

Riascoltati per voi: Talk Talk - The Colour of Spring (1986)

Benvenuti nel settimo appuntamento con “Riascoltati per voi”, il nostro viaggio settimanale in quegli album che, riascoltati oggi, riescono ancora a raccontarci qualcosa di nuovo. Questa volta facciamo tappa nel 1986 con un genere musicale che negli ultimi mesi non ho preso troppo in considerazione, che non è inflazionato, ma che in quel periodo ha rappresentato un passo gigantesco nella storia della musica moderna. Un disco che, senza fare rumore, ha cambiato per sempre il modo di intendere il pop, aprendo la strada al post-rock e al sound contemplativo, vi sto ovviamente parlando dell’iconico e non scontato “The Colour of Spring” del gruppo inglese Talk Talk.

Nel 1986 avevo appena otto anni, non conoscevo ancora i Talk Talk. Oggi, da adulto, posso finalmente comprendere non solo questo album ma anche le atmosfere di quell’anno: i synth caldi e quelle melodie sospese nell’aria. Quello che riascolteremo oggi, è un disco ipnotico, pulsante, vivo ma al tempo stesso è un invito alla calma, alla riflessione e alla bellezza, ha una delicatezza, una profondità emotiva ed una ricerca sonora unica.

“The Colour of Spring” è un disco che vive tra due mondi: abbastanza accessibile da entrare nelle classifiche delle hit-parade, ma già così profondo da annunciare ciò che sarebbe diventata la discografia dei Talk Talk negli anni successivi: opere ai confini della musica contemporanea. Mark Hollis, il leader, aveva un’ossessione: cercare la verità nel suono, ed in questo album ci riesce con una delicatezza disarmante.

Le canzoni sembrano respirare, non c’è alcuna fretta, non c’è nessun sovraccarico di tensione. Ogni strumento è messo lì perché ha un senso, ed ogni pausa pesa quanto una nota. Una vera e propria esperienza di ascolto. Lo si potrebbe etichettare come un album che si avvicina al silenzio.

Se durante l’ascolto, si chiudono gli occhi, “The Colour of Spring” sembra quasi una conversazione intima: le chitarre sono delicate e melodiche mentre il pianoforte sfiora le note ed i fiati che arrivano sono come una folata di vento, il tutto è accompagnato dalla bellissima voce di Mark Hollis, fragile e intensa al tempo stesso. Semplicemente da brividi!

Questo è un disco a dir poco iconico, perché da qui nasce un nuovo modo di ascoltare e di sentire la musica. E perché, se amate il post-rock come il sottoscritto e artisti del calibro degli Sigur Rós, degli Explosions in the Sky o dei Mogwai, qui troverete quella scintilla da cui tutto è partito. Buon ascolto!

I miei brani preferiti sono: "I Don't Believe in You", "Life's What You Make It", "April 5th", "Living in Another World" e "Give It Up".

Voto: 9

Tracce: 

1) Happiness Is Easy – 6:30

2) I Don't Believe in You – 5:02

3) Life's What You Make It – 4:28

4) April 5th – 5:51

5) Living in Another World – 6:58

6) Give It Up – 5:17

7) Chameleon Day – 3:20

8) Time It's Time – 8:14

Durata: 45 minuti.

Formazione:

- Mark Hollis - voce, chitarra, pianoforte, organo Hammond, mellotron, variophon.

- Lee Harris - batteria.

- Paul Webb - basso.

- Tim Friese-Greene - pianoforte, mellotron, sintetizzatore, organo Hammond, variophon.

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “The Colour of Spring” dei Talk Talk, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni. 

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!


 

Andrea Battagin

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