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Music Cafè | 08 febbraio 2026, 08:00

Riascoltati per voi: Jean-Michel Jarre – Oxygène (1976)

Riascoltati per voi: Jean-Michel Jarre – Oxygène (1976)

Riascoltati per voi: Jean-Michel Jarre – Oxygène (1976)

Gentili lettori di NewsBiella, bentornati. In questo sesto appuntamento con la rubrica musicale “Riascoltati per voi”, torniamo indietro di cinquant’anni e, con il disco “Oxygène” di Jean-Michel Jarre, faremo un salto nel mondo dei suoni cosmici, tra synth e poesia elettronica. 

Perché, ci sono dischi che non si ascoltano, si respirano, ed “Oxygène” è uno di questi. In questo album, il musicista francese suona, registra e produce tutto da solo, in un piccolo studio domestico. Dopo questo LP, nulla fu più come prima. Jean-Michel Jarre aprì la strada a intere generazioni di artisti elettronici: da Vangelis ai Kraftwerk, fino ai moderni Moby e Daft Punk. Jarre, ha dimostrato che anche la musica senza parole può parlare più forte di qualsiasi canzone.

Era il 1976 quando un giovane francese con lo sguardo curioso e un amore smisurato per i suoni sintetici decise di cambiare per sempre il modo di concepire la musica. Jean-Michel Jarre, figlio d’arte (il padre era il compositore Maurice Jarre, autore di colonne sonore memorabili), costruì questo album nella sua casa parigina, circondato da strumenti che oggi sembrano usciti da un museo del futuro.

Con questo disco, Jean-Michel Jarre ha dato vita a una sinfonia per sintetizzatori, una lunga suite di sei movimenti che, pur senza parole, riesce a raccontare l’essenza della Terra vista dallo spazio: fragile, viva, indubbiamente misteriosa. 

La prima parte dell’album, “Oxygène Part I”, è una sorta di risveglio lento: un battito elettronico che sembra un’alba sulla Terra. Poi arrivano la “Part II” e la “Part IV”, diventate iconiche per quelle melodie ipnotiche, sospese tra sogno e realtà.

Non servono né batteristi né tantomeno chitarristi: Jean-Michel Jarre costruisce tutto con i suoi sintetizzatori analogici, tra cui l’ARP 2600 e il VCS3, che lui stesso manipola come un vero pittore del suono.

Ogni brano è una variazione sul tema dell’aria, del respiro e del movimento. “Oxygène Part IV”, a mio avviso è la colonna sonora perfetta di un viaggio notturno, di quelli in cui la mente corre più veloce dei fari. Perché, quello di oggi non è un album da ascoltare distrattamente, è perfetto in un momento di calma, quando si vuole staccare dal mondo e sentirsi per un attimo sospeso tra il cielo e la Terra. Un capolavoro silenzioso, ma pieno di voce. Un disco che non racconta il mondo: lo fa respirare. Buon ascolto!

I miei brani preferiti sono: “Oxygène (Part I)”, “Oxygène (Part II)” e “Oxygène (Part IV)”.

Voto: 9

Tracce: 

1) Oxygène (Part I) – 7:40

2) Oxygène (Part II) – 8:09

3) Oxygène (Part III) – 2:55

4) Oxygène (Part IV) – 4:15

5) Oxygène (Part V) – 10:24

6) Oxygène (Part VI) – 6:21

Durata: 39 minuti.

Formazione:

- Jean-Michel Jarre: ARP 2600, EMS Synthi AKS, VCS 3, RMI, Farfisa, Eminent, Mellotron e drum machine.

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Oxygène” di Jean-Michel Jarre, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni. 

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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