Un filo invisibile ma tenace unisce le pendici del Mucrone alle tormentate terre del Libano meridionale. È il filo della solidarietà, tessuto con gesti concreti e cuori generosi, che in questi giorni si materializza in sei bancali colmi di giocattoli destinati ai piccoli che vivono all'ombra del conflitto, lungo quella sottile linea blu che separa – e insieme unisce – Libano e Israele.
La comunità biellese ha risposto ancora una volta all'appello della sofferenza, dimostrando quella sensibilità profonda verso chi patisce le conseguenze delle guerre, in particolare i bambini, vittime innocenti di conflitti che non hanno scelto né comprendono. Un impegno che si è concretizzato grazie alla Banca del Giocattolo, autentica protagonista di questa catena di umanità che dai salotti piemontesi raggiunge le case libanesi attraversate dalla paura e dall'incertezza.
In queste settimane si stanno completando i trasferimenti del contingente italiano che opera sotto l'insegna della gloriosa Brigata “Sassari”, chiamata ad assumere il comando del settore occidentale di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon). La forza multinazionale dell'ONU opera nel Libano meridionale con il mandato di garantire il rispetto della risoluzione 1701, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'11 agosto 2006, in un'area dove le tensioni tra le milizie di Hezbollah e le forze armate israeliane continuano a generare instabilità e sofferenze quotidiane.
Per i "Sassarini" – come vengono affettuosamente chiamati i militari della brigata, formata principalmente attraverso l'arruolamento regionale sardo – si tratta del quarto dispiegamento in terra libanese, dopo i mandati semestrali del 2016, 2020-21 e 2024-25. Un legame che si è consolidato nel tempo e che ha visto nascere, proprio grazie all'impegno della Comunità dei Sardi dell'Altrove di Biella, un ponte di solidarietà straordinario.
Durante il precedente mandato, sotto la guida del Generale di Brigata Stefano Messina, e nell'attuale, affidato al Generale Andrea Fraticelli, comandante della Brigata "Sassari", la società civile biellese e i Sardi che hanno trovato casa all'ombra del Mucrone hanno trasformato la lontananza geografica in vicinanza del cuore. Hanno affidato ai militari il compito prezioso di portare con sé non solo la professionalità delle armi, ma anche la tenerezza di doni raccolti dalle famiglie locali, pensati per alleviare le sofferenze di chi vive ogni giorno i drammi di una guerra che miete vittime inermi.
È una solidarietà che parla il linguaggio universale dell'infanzia: bambini biellesi che donano giochi a piccoli libanesi mai incontrati, creando un dialogo silenzioso ma eloquente tra due sponde del Mediterraneo. Un messaggio che riecheggia le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante il suo recente viaggio apostolico, quando ha sottolineato l'urgenza impellente di pace, unità e perseveranza, ricordando che "da queste radici, forti e profonde come quelle dei cedri, l'amore cresce e, con l'aiuto di Dio, prendono vita opere concrete e durature di solidarietà".
Proprio alla fine di novembre 2025, i soldati della Brigata "Sassari" provenienti dall'Isola sono giunti nel capoluogo laniero per caricare questo prezioso carico di speranza. L'operazione è stata resa possibile dalla straordinaria disponibilità e dall'impegno concreto di Barbara Greggio, consigliera comunale di Biella e fondatrice della Banca del Giocattolo, affiancata dall'attuale presidente Gianpaolo Ruberti, dalla vicepresidente Claudia De Mari e dal segretario Paolo Robazza.
Un'intera rete di volontari ha lavorato instancabilmente per rendere realtà questo progetto: dalla sede biellese, Filippo Ferrarotti ,Olga Ramella Pezza, Piergiorgio Peraltro, Chiara Carlino, Patrizia Grotti, Chiara Bonato, Laura Pin, Anna Finotti, Annalisa Condo e Cristina Campili; dalla sede di Valle Mosso, Agostino Floriani, Carlo Ugliengo, Maria Pia Dal Pio, Simonetta Carion, Catia Ciccarelli, Corrado Tumiatti e Giorgio Comolo. Persone che hanno selezionato, catalogato e preparato ogni singolo giocattolo secondo le rigorose normative previste per le missioni internazionali, affinché potessero poi essere imbarcati da Cagliari verso le zone di conflitto.
Ad accogliere i militari della "Sassari" presso il centro AIB (Anti Incendi Boschivi) Biella "Orso", dove si è svolto il caricamento sui mezzi militari, la vicesindaco Sara Gentile ha rappresentato le istituzioni cittadine, testimoniando l'adesione ufficiale dell'Amministrazione a questa iniziativa di valore umano. Al suo fianco, il presidente del Circolo culturale Sardo "Su Nuraghe" Battista Saiu e il vicepresidente Roberto Perinu, veri animatori dell'appello lanciato dalla Comunità dei Sardi dell'Altrove, insieme al fiduciario dell'Associazione Nazionale Brigata "Sassari" di Biella – intitolata al leggendario capitano Emilio Lussu – Francesco Fosci, accompagnato da alcuni soci e da una folta rappresentanza di volontari della Banca del Giocattolo.
L'immagine dei soldati in mimetica che caricano con cura i bancali colorati di giocattoli rappresenta la sintesi perfetta di questa storia: la forza al servizio della tenerezza, il dovere che si intreccia con la compassione, la distanza che si annulla attraverso la condivisione della sofferenza altrui. Dalle Alpi biellesi al Mediterraneo orientale, attraverso l'impegno congiunto di istituzioni, associazioni e cittadini, un messaggio chiaro si leva verso il cielo: i bambini non hanno bandiere, hanno solo il diritto inalienabile a un sorriso e a un futuro di pace.
























