La Regione Piemonte ha pubblicato l’elenco ufficiale dei siti riconosciuti nel Catasto Regionale dei Geositi, istituito con una legge dedicata alla conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico regionale.
Tra i 30 nuovi geositi approvati, ben quattro si trovano nel Biellese: la Riserva Naturale Speciale della Bessa, il Metagranito del Monte Mucrone, i Plutoni della Valle Cervo e la Linea Insubrica, a testimonianza della straordinaria ricchezza geologica e scientifica del territorio. Un ulteriore elemento di grande rilievo è il fatto che la Regione Piemonte abbia attribuito alla Bessa la qualifica di geosito di interesse internazionale.
Tra tutte le nuove inclusioni, solo cinque siti hanno ottenuto questo livello di riconoscimento e ben due si trovano nel Biellese: la Riserva Naturale della Bessa e il Metagranito del Monte Mucrone. Un dato che conferma il valore scientifico e paesaggistico del territorio biellese e la sua capacità di esprimere eccellenze riconosciute ben oltre i confini regionali. Per geosito si intende una località o un’area in cui è possibile osservare un interesse geologico significativo: vere e proprie architetture naturali che raccontano i processi che hanno modellato la Terra e che rappresentano una risorsa di eccezionale importanza per la ricerca scientifica, la divulgazione e il paesaggio.
La Bessa, nota per essere stata una miniera d’oro a cielo aperto in epoca romana, è uno dei siti più singolari del Piemonte e d’Italia per le sue caratteristiche geologiche, archeologiche e naturalistiche. Si è formata oltre un milione di anni fa attraverso processi di erosione e risedimentazione dei materiali morenici trasportati dai ghiacciai valdostani durante le grandi glaciazioni del Quaternario, che hanno plasmato l’inconfondibile paesaggio di cumuli di ciottoli, massi erratici e terrazzi fluvioglaciali.
"Questo riconoscimento è solo l’inizio di un percorso di valorizzazione scientifica, culturale e turistica a cui stiamo lavorando», commenta Monica Perroni, direttrice dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore. «La Bessa è un patrimonio straordinario, un unicum a livello mondiale che vogliamo valorizzare: il suo inserimento nel Catasto dei Geositi apre nuove opportunità di approfondimento, divulgazione e sviluppo per il territorio".
Il Presidente dell’Ente, Alessandro Bellan, esprime "grande soddisfazione per questo importante risultato, che rappresenta il frutto di un lavoro condiviso e di una visione costruita nel tempo". Bellan aggiunge "porgo un sentito ringraziamento all’ex Presidente dell’Ente Erika Vallera per l’impegno profuso negli anni e per il percorso avviato e manifesto la volontà di proseguire con determinazione lungo la strada tracciata, valorizzando ulteriormente la Bessa e portando avanti il lavoro svolto con spirito di continuità e attenzione al territorio".
Nell’ultimo anno, grazie all’avvio del Progetto Bessa, è nato un tavolo di lavoro interdisciplinare e internazionale che, oltre all’Ente Parco, coinvolge realtà locali e studiosi italiani ed europei con competenze ed esperienze di alto livello. L’obiettivo comune è promuovere nuovi studi, ricerche e scavi, approfondendo la conoscenza di un sito che ha ancora molto da raccontare. Mara Cucco, coordinatrice del progetto e presidente dell’Associazione per l’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, dichiara di "sentire forte la responsabilità di custodire e far emergere il valore di un patrimonio straordinario come la Bessa. Negli anni questo luogo ha suscitato l’interesse di tanti studiosi, consapevoli della sua unicità e oggi è il momento di unire competenze, energie e risorse per valorizzarlo in modo condiviso e lungimirante, restituendo alla Bessa il ruolo che merita nel panorama scientifico e culturale internazionale".
L’inclusione della Bessa nel Catasto Regionale dei Geositi rafforza così il ruolo del Biellese nel panorama geologico internazionale, con ricadute positive per le comunità locali, la ricerca scientifica e la formazione delle giovani generazioni.























