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ATTUALITÀ | 12 febbraio 2026, 17:00

La Bessa entra nel Catasto Regionale dei Geositi del Piemonte: è di interesse internazionale

Un riconoscimento di rilievo per il Biellese: a questa si aggiunge il Metagranito del Monte Mucrone, i Plutoni della Valle Cervo e la Linea Insubrica.

La Bessa entra nel catasto regionale dei Geositi del Piemonte

La Bessa entra nel catasto regionale dei Geositi del Piemonte

La Regione Piemonte ha pubblicato l’elenco ufficiale dei siti riconosciuti nel Catasto Regionale dei Geositi, istituito con una legge dedicata alla conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico regionale. 

Tra i 30 nuovi geositi approvati, ben quattro si trovano nel Biellese: la Riserva Naturale Speciale della Bessa, il Metagranito del Monte Mucrone, i Plutoni della Valle Cervo e la Linea Insubrica, a testimonianza della straordinaria ricchezza geologica e scientifica del territorio. Un ulteriore elemento di grande rilievo è il fatto che la Regione Piemonte abbia attribuito alla Bessa la qualifica di geosito di interesse internazionale. 

Tra tutte le nuove inclusioni, solo cinque siti hanno ottenuto questo livello di riconoscimento e ben due si trovano nel Biellese: la Riserva Naturale della Bessa e il Metagranito del Monte Mucrone. Un dato che conferma il valore scientifico e paesaggistico del territorio biellese e la sua capacità di esprimere eccellenze riconosciute ben oltre i confini regionali. Per geosito si intende una località o un’area in cui è possibile osservare un interesse geologico significativo: vere e proprie architetture naturali che raccontano i processi che hanno modellato la Terra e che rappresentano una risorsa di eccezionale importanza per la ricerca scientifica, la divulgazione e il paesaggio.

La Bessa, nota per essere stata una miniera d’oro a cielo aperto in epoca romana, è uno dei siti più singolari del Piemonte e d’Italia per le sue caratteristiche geologiche, archeologiche e naturalistiche. Si è formata oltre un milione di anni fa attraverso processi di erosione e risedimentazione dei materiali morenici trasportati dai ghiacciai valdostani durante le grandi glaciazioni del Quaternario, che hanno plasmato l’inconfondibile paesaggio di cumuli di ciottoli, massi erratici e terrazzi fluvioglaciali. 

"Questo riconoscimento è solo l’inizio di un percorso di valorizzazione scientifica, culturale e turistica a cui stiamo lavorando», commenta Monica Perroni, direttrice dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore. «La Bessa è un patrimonio straordinario, un unicum a livello mondiale che vogliamo valorizzare: il suo inserimento nel Catasto dei Geositi apre nuove opportunità di approfondimento, divulgazione e sviluppo per il territorio". 

Il Presidente dell’Ente, Alessandro Bellan, esprime "grande soddisfazione per questo importante risultato, che rappresenta il frutto di un lavoro condiviso e di una visione costruita nel tempo". Bellan aggiunge "porgo un sentito ringraziamento all’ex Presidente dell’Ente Erika Vallera per l’impegno profuso negli anni e per il percorso avviato e manifesto la volontà di proseguire con determinazione lungo la strada tracciata, valorizzando ulteriormente la Bessa e portando avanti il lavoro svolto con spirito di continuità e attenzione al territorio". 

Nell’ultimo anno, grazie all’avvio del Progetto Bessa, è nato un tavolo di lavoro interdisciplinare e internazionale che, oltre all’Ente Parco, coinvolge realtà locali e studiosi italiani ed europei con competenze ed esperienze di alto livello. L’obiettivo comune è promuovere nuovi studi, ricerche e scavi, approfondendo la conoscenza di un sito che ha ancora molto da raccontare. Mara Cucco, coordinatrice del progetto e presidente dell’Associazione per l’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, dichiara di "sentire forte la responsabilità di custodire e far emergere il valore di un patrimonio straordinario come la Bessa. Negli anni questo luogo ha suscitato l’interesse di tanti studiosi, consapevoli della sua unicità e oggi è il momento di unire competenze, energie e risorse per valorizzarlo in modo condiviso e lungimirante, restituendo alla Bessa il ruolo che merita nel panorama scientifico e culturale internazionale". 

L’inclusione della Bessa nel Catasto Regionale dei Geositi rafforza così il ruolo del Biellese nel panorama geologico internazionale, con ricadute positive per le comunità locali, la ricerca scientifica e la formazione delle giovani generazioni.

Redazione g. c.

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