/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 10 febbraio 2026, 06:50

Pollone, Rifugio ‘Coda’: da quest’anno una nuova gestione VIDEO

È ufficiale: saranno gli storici gestori del Rifugio Rosazza, Claudia Comello e Corrado Vigitello, ad acquisire la gestione del Rifugio ‘Delfo e Agostino Coda’.

Pollone, Rifugio ‘Coda’: da quest’anno una nuova gestione

Pollone, Rifugio ‘Coda’: da quest’anno una nuova gestione

Le motivazioni che hanno spinto i due rifugisti a candidarsi hanno un fattore in comune: l’enorme passione per questo lavoro. “Abbiamo sempre amato questi luoghi e, per questo, abbiamo deciso di puntare in alto e ingrandirci, presentando la domanda per il ‘Coda’ dopo che la famiglia Chiappo lo ha lasciato dopo così tanti anni di gestione”, racconta Comello.

I due escludono di abbandonare il ‘Rosazza’, rifugio situato nel cuore della Valle Oropa, a qualche minuto a piedi dall’arrivo delle funivie e dalla stazione di partenza della cestovia che conduce al Monte Camino, due impianti momentaneamente chiusi. I due rifugisti hanno raccontato che non è stata una decisione semplice da prendere: “Il ‘Rosazza’ è stato il nostro punto di partenza. Per noi è un luogo colmo di ricordi, a cui con il tempo ci siamo affezionati. Non vogliamo lasciarlo, soprattutto ora che ci sono così tanti progetti che coinvolgono la Valle Oropa - afferma Vigitello -. Anche l’impegno e il tempo che abbiamo investito sono delle buone motivazioni per restare: abbiamo costruito tanto”. Infatti, Corrado e Claudia sono ormai gestori storici del ‘Rosazza’, in quanto sono quasi 19 anni che hanno in mano la gestione del rifugio. “In tutto questo tempo abbiamo visto crescere la Conca di Oropa, abbiamo vissuto con lei i momenti difficili, ma non ci siamo mai arresi, nemmeno quando siamo rimasti gli unici a gestire un rifugio nella valle”. Il ‘Rosazza’ è effettivamente l’unica attività rifugistica della Valle Oropa rimasta sempre aperta, mentre il rifugio Savoia e la capanna Renata sono momentaneamente chiusi.

Claudia Comello e Corrado Vigitello hanno scelto di portare avanti in contemporanea le due gestioni del ‘Rosazza’ e del ‘Coda’ con l’aiuto di uno staff di supporto che stanno selezionando e che possa rappresentare la loro propositività e il loro spirito di collaborazione. “I due rifugi sono punti di appoggio fondamentali per i frequentatori delle Alpi Biellesi: entrambi si trovano sul sentiero del GTA. Il ‘Coda’, inoltre, è frequentato anche dagli escursionisti che percorrono l’Alta Via e si trova sulla cresta che segna il confine tra Piemonte e Valle D’Aosta, appena sotto la Punta Sella. La posizione e gli eventi che lo coinvolgono ci rivelano che è un impegno non indifferente, ma siamo fiduciosi che riusciremo a gestire tutto”, spiega Claudia, entusiasta di intraprendere questa nuova strada. “I due rifugi sono molto vicini al Monte Mars e al Monte Mucrone, che vantano numerose escursioni e vie di arrampicata che, sebbene spesso sottovalutate dai Biellesi, non hanno nulla da invidiare alla Valle D’Aosta”, spiega Corrado.

Il rifugio ‘Coda’ offre ai visitatori un panorama stupendo nei giorni di sole: apre una finestra sulle Alpi valdostane e la vista sull’immensa pianura piemontese. “Credo nel progetto della doppia gestione e sono consapevole dell’importanza di mantenere una gestione biellese del rifugio: è giusto valorizzare le nostre risorse e il nostro territorio, apprezzando ciò che abbiamo da offrire”, continua Claudia.

Claudia e Corrado, con l’acquisizione della nuova gestione, avranno modo di mettersi alla prova anche per le numerose gare di trail running che coinvolgeranno, direttamente o meno, i due rifugi. Infatti, ben tre gare appartenenti al circuito del progetto T.T.C. (‘Trail Turismo Csen’) li vedranno in prima linea: la ‘Sordevolo-Coda’, la ‘Monte Mars’ e la ‘Vertikal Tovo’. Inoltre, a fine stagione il ‘Coda’ ospiterà come sempre la difficoltosa tappa del ‘Tor des Géants’: “Dovremo organizzarci: sappiamo la portata dell’evento e ci troveranno pronti”.

Una lunga esperienza e la forte passione per la vita da rifugisti è ciò che accomuna Claudia e Corrado: “Sicuramente è una vita tosta, ma ci concede tante soddisfazioni: per noi la stagione estiva è la parte migliore dell’anno. Amiamo la montagna, quella selvaggia, quella che cambia repentinamente, quella che si deve imparare a conoscere se si decide di viverci. Quando la capisci ti cambia dentro: anche se negli ultimi tempi i valori della montagna si sono persi, noi siamo fieri di continuare a tenerli vivi. Uno di questi è il rispetto: il rispetto per dove cammini, per chi e cosa incontri, per ciò che prendi, dai e lasci – affermano avviandosi alla conclusione -. Il nostro rifugio fa respirare ancora quel clima d’altri tempi, è ancora un luogo di amicizia, incontri e condivisione: con i passanti, sia del posto che stranieri, si instaura spesso un rapporto duraturo, diverso, che in altri luoghi non potrebbe esistere se non lì e in quel momento. A volte riceviamo ancora maglioni, cartoline o mail da chi ha mangiato, dormito o preso un caffè da noi e ancora ci porta nel cuore anche a distanza di anni. Questo perché l’ambiente che si crea in rifugio è fuori dal tempo, instaura un momento di simbiosi, un momento in cui anche chi non conosce le nostre valli e chi non è del posto, tramite noi si sente a casa”.

Marina Bazzocchi

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore