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COSTUME E SOCIETÀ | 04 febbraio 2026, 08:50

Febbraio 2026, una parola sarda al mese: “O” come “OGLIASTRA”

Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

Incipit, “O”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009

Incipit, “O”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009

OGLIASTRA, coronimo sicuramente arcaico che si perde nella notte dei tempi. Gli storici non sanno cavar piedi da questo nome, apparso nelle carte del Medioevo prima come pertinenza del giudicato di Gallura, poi come pertinenza del giudicato di Kalaris, poi come pertinenza degli Arborea, infine come feudo aggiudicato dai Catalani invasori.

Gli storici abbinerebbero Ogliastra all’olio, oppure all’aguglia (e pensano ad una delle due guglie lungo le falesie marine di Baunei). Ma abbinare un etimo al nome che suona meglio non è un bel modo di risolvere gli etimi, se prima non sottoponiamo a critica quei nomi. Occorre intanto dichiarare che in Ogliastra non si può parlare facilmente di olio, a meno che non vogliamo abbinare l’arcaico coronimo ai due ulivi millenari di S. Maria Navarrese, o agli olivastri dell’altopiano di S. Pietro a Baunéi. Poca cosa. Persino Ulìana (Oliena) non ebbe attinenza con gli ulivi.

Tralascio intanto le guglie di Baunéi. Nell’analizzare il coronimo Ogliastra debbo purtroppo scartare tutta la toponomastica similare, come l’abbinamento con Olièna, quello col Monte Olìa, quello con Perda Iliana, col cognome Olianas, col cognome Olibas, col cognome Olivari, col fitonimo ollioni, coi cognomi Olla e Ollanu, col toponimo Ollastra, coi toponimi Ollolai, Ololbitzi, Olosi.

Nel dipanare un coronimo occorre mirare esclusivamente a come doveva essere il paesaggio fisico e antropico 3-6000 anni addietro. Penso addirittura all’era Paleolitica, a 20 o 30.000 anni fa, quando l’uomo, per tagliare una canna o un arbusto tenero, doveva utilizzare esclusivamente altri arbusti secchi ma più robusti, aventi la punta indurita al sole e sfregata su roccia per renderla tagliente. È così che l’uomo del Paleolitico procedeva a tagliare qualcosa di tenero. Mentre dava colpi di pietra alle cose dure finché non cedevano.

A mio avviso, Ogliastra ha nome da epoca Paleolitica, allorché si aveva mente economica e si badava esclusivamente a ciò che il territorio garantiva per la sopravvivenza. Penso che l’Ogliastra in quei tempi poteva garantire principalmente l’allevamento ovi-caprino. Ecco quindi che, tra una decina di “fonti” onomastiche prese dal dizionario sumerico (che tralascio per brevità), scelgo le parole più consone all’indagine, che sono uḫul ‘sheep’ + ašte ‘insediamento’. Quindi uḫul ašte ‘insediamento di ovi-caprini’, ‘luogo a vocazione ovicaprina’. Col passare dei secoli uḫul ašte adattò la pronuncia e passò da uḫul a *ugli, mentre ašte aquisì la -r- tipica del parlare sardo (vedi al riguardo minca che diviene mincra).

C.S. Salvatore Dedola, glottologo-semitista, Su Nuraghe

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