La Fondazione Sella conserva e valorizza un vasto archivio documentario e iconografico, che mette a disposizione degli studiosi. La sua storia comincia nel 1980, anno di costituzione; opera senza fini di lucro, il cui obiettivo principale è di custodire responsabilmente il patrimonio storico-culturale rendendolo accessibile come bene comune, a servizio delle generazioni presenti e future.
Il suo archivio costituito in origine dal patrimonio archivistico della famiglia Sella di Mosso, a partire dall’inizio del Seicento, ha ricevuto in seguito numerose altre raccolte archivistiche attraverso donazioni, acquisizioni e depositi. Attualmente consiste in oltre 2.500 metri lineari di archivio cartaceo e 1.000.000 di fotografie.
Ordinato per fondi documentari relativi a persone, famiglie, enti e imprese da cui provengono, l’archivio contiene documenti cartacei, immagini, oggetti d’uso e artistici. Oltre ai fondi famigliari – tra i quali le carte di Quintino Sella (1827-1884), scienziato e statista, di Giuseppe Venanzio Sella (1823-1876), imprenditore, studioso di chimica, pioniere della fotografia, dei figli e nipoti, di Vittorio Sella (1859-1943), del Lanificio Maurizio Sella - citiamo l’archivio storico dell’Associazione dell’Industria Laniera Italiana: la prima associazione di categoria sorta in Italia costituita nel 1877 e l’archivio della famiglia di architetti e ingegneri Maggia. Nel luglio 2022 è stato depositato anche l’importante insieme di fondi archivistici degli Alberti La Marmora.
Tra i fondi fotografici spiccano i circa 450.000 negativi su lastra, dello Studio Fotografico Rossetti - operante a Biella e a Vallemosso per quasi cent’anni - e le immagini relative alla montagna e alle esplorazioni, che rendono la Fondazione punto di riferimento, in questo settore, per gli studiosi di tutto il mondo.
Ricordiamo in particolare: il fondo Vittorio Sella, alpinista e fotografo, l’insieme dei negativi dell’alpinista fotografo Mario Piacenza (1884-1957), una significativa selezione di fotografie di Vittorio Besso (1828-1895); la collezione di Agostino Ferrari (1896-1935), che contiene più di 40.000 stampe originali che documentano sistematicamente l’arco alpino attraverso gli scatti dei maggiori autori della sua epoca. In ambito di fotografia artistica, etnografica e di paesaggio, è rilevante l’opera di Massimo Sella (1886-1959).
La biblioteca di circa 16.000 volumi attinenti alle tematiche dell’archivio completa il materiale a disposizione dei ricercatori e del pubblico.
La Fondazione ha sede negli immobili dell’ex Lanificio Maurizio Sella, grande complesso architettonico - dal 1988 monumento di interesse architettonico e storico dal Ministero - che testimonia una lunga storia di attività produttive legate all’uso dell’energia idrica, documentata dal Medioevo. La sequenza temporale vede attivi mulini, ferriere, cartiere, filatoi di seta e lanifici. Sono ancora presenti in loco gli immobili della Cartiera Mondella dell’inizio del ‘500 e del Filatoio di seta del Santuario d’Oropa, con annesso Albergo di virtù, costruito a cavallo tra ‘600 e ‘700, riattato dal 1835 a Lanificio a ciclo completo da Maurizio Sella (1784-1846). L’imprenditore vi trasferisce la sua attività laniera dalla Valle di Mosso, che sarà attiva, guidata da figli e nipoti, fino al 1961, e il complesso immobiliare viene nel tempo incrementato con costruzioni importanti, come il possente edificio “manchesteriano” situato a monte. In seguito, il gruppo Sella acquista tutto il complesso immobiliare, vi installa il Centro Elaborazione Dati e dal 2002 intraprende un graduale restauro conservativo con l’allestimento di numerosi spazi di lavoro per nuove attività. Oggi il Lanificio Maurizio Sella ospita, oltre alla Fondazione Sella, con parte dei suoi archivi, uffici di Sella Lab, Nivola, Fab Lab e molte altre società del Gruppo e non, per un totale di più di 700 persone.
























