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POLITICA | 21 febbraio 2021, 06:50

Governo Draghi, l'opinione di Nicoletta Favero: “Italia è a una svolta, Recovery mezzo per riforme e futuro di crescita”

“Il nuovo Presidente del Consiglio ha però anche un altro difficile quanto necessario compito – spiega Favero - ridare credibilità alle istituzioni e fare in modo che non sia lo Sato il nemico da abbattere”.

favero draghi

L’Italia è a una svolta. Con il Governo Draghi si presume e si spera che sia la migliore possibile, in un momento di estrema difficoltà economica, sociale e politica. L’aria che si respira fuori dal Palazzo, parlandone con chi ancora lo frequenta, è di grande fiducia e densa di aspettative.

È forse questa la più grossa difficoltà a cui va incontro Mario Draghi: l’aspettativa nei suoi confronti, e della sua squadra misto-tecnica, è alta. Da italiani, una decina di anni fa, già ci eravamo innamorati di Monti per poi dimenticarcene in fretta delusi e frustrati. Non è questo il tempo delle lacrime e del sangue, è questo il tempo di affrontare con serietà e consapevolezza la pandemia. È il tempo di allargare i tavoli con sincera unità d’intenti recuperando quello spirito repubblicano di cui Draghi ha intriso il suo discorso in Parlamento. Perché, seppure fosse abusata la metafora della guerra per raccontare gli effetti di questa pandemia, è pur vero che sta lasciando dietro di sé cumuli di macerie.

Il secondo dopoguerra fu per l’Italia l’occasione di emanciparsi e divenire uno dei Paesi più industrializzati al mondo. Allo stesso modo c’è ora la necessità di mettere da parte il meschino tornaconto politico personale, per ampliare lo sguardo e ricostruire insieme su queste macerie per dare al mondo un’Italia diversa, un’Italia migliore. Dopo anni di proclami e annunci vuoti di sostanza, in cui era la propaganda a essere la priorità, si spera nel pragmatismo e nella credibilità internazionale che Draghi ha saputo conquistarsi nel tempo e con merito. Non basta certo citare il piemontese Cavour per definirsi riformisti, ma è un modello alto a cui è necessario ispirarsi, dopo questi anni privi di un orizzonte.

I soldi del Recovery plan non sono il fine, ma il mezzo per raggiungere un obiettivo di riforme che possano garantire al nostro Paese un futuro di crescita e stabilità. Cominciando col ridurre le diseguaglianze di genere e quelle territoriali, e con un prioritario e decisivo investimento sulla scuola, nostro serbatoio per l’Italia che verrà. Il nuovo Presidente del Consiglio ha però anche un altro difficile quanto necessario compito: ridare credibilità alle istituzioni e fare in modo che non sia lo Sato il nemico da abbattere. La sobrietà delle sue apparizioni pubbliche e le parole spese con misura fanno ben sperare.

Nicoletta Favero

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