/ CRONACA

CRONACA | 05 ottobre 2020, 06:50

Maltempo, Piedicavallo si rimbocca le maniche dopo il disastro: “Colpo al cuore ma insieme ce la faremo” FOTO

Dalla Pro Loco agli Alpini, passando per la parrocchia e i cittadini: tutti uniti per ripartire. “Ci stiamo leccando le ferite – sottolinea il sindaco Rosazza Prin - ma sappiamo che si sarà da lavorare per superare tutte le criticità emerse dopo il maltempo”.

maltempo piedicavallo

A Piedicavallo non è una domenica come tutte le altre. Non è il giorno del riposo, delle escursioni in montagna o del pranzo all’aria aperta con gli amici e i parenti. È una giornata di apparente tranquillità. Ma soprattutto di tregua, dopo l’ondata di maltempo che ha duramente colpito i territori dell’alta Valle del Cervo.

A Piedicavallo, in particolare, gli storici ponti del paese sono stati portati via dalla piena del torrente, come il Ponte della Coda al Parco Ravere, costruito nel lontano 1889: dove una volta sorgeva uno dei monumenti più rappresentativi del paese, ora si trovano macerie e pietre in rovina. A subire lo stesso destino il Ponte dei Valier e della circonvallazione, crollati al cospetto della natura. “Hanno resistito a tutto per più di un secolo ed ora sono stati portati via dalla furia dell’acqua – commenta con amarezza il sindaco Carlo Rosazza Prin – Di fronte a tutto questo prevalgono sentimenti di incredulità e sgomento. Ci stiamo leccando le ferite ma allo stesso tempo sappiamo che ci sarà da rimboccarsi le maniche per superare tutte quelle criticità emerse alla fine dei due giorni di violento maltempo. Il paese è ora isolato in due tronconi, con diverse auto bloccate da una parte. Stiamo valutando di mettere in sicurezza il passaggio pedonale e, con la Provincia, si ragiona per ripristinare il movimento veicolare”.

In centro, invece, si dedica tempo ed energia a ripulire le vie principali, uscite malconce dall’ondata di fango e detriti che ha invaso via Roma. Numerosi i volontari all’opera con stivali e pale, anche giovani. “Via Roma si è quasi trasformata in un torrente d’acqua – spiega il presidente della Pro Loco Leonardo Jon Scotta – L’impatto visivo è stato intenso: un vero colpo al cuore e allo stomaco. I punti di riferimenti sono cambiati anche perché il torrente Mologna ha stravolto la fisionomia del paese ma sapremo rimetterci in piedi tutti insieme. Credo che questa tragedia ci unirà ancor di più rafforzandoci”.

Poco distante dalla via principale sorge la chiesa parrocchiale di San Michele dove don Giuseppe Lajolo celebra la santa messa condividendo da 40 anni gioie e dolori assieme ai suoi parrocchiani. “Sono ancora tutti profondamente colpiti ma non rassegnati – confida il parroco – C’è voglia di ripartire con la gioia del Signore nel cuore. Ringrazio i nostri santi protettori, anche perché non ci sono stati morti e feriti”. Nel frattempo, ora dopo ora, corrente, acqua, gas e linee telefoniche cominciano a ripristinarsi in tutte le abitazioni e attività commerciali del paese, a partire dal negozio di alimentari e trattoria Gatto Azzurro: “Per mettere tutto a posto ci vorrà del tempo – sottolinea Emanuele Peraldo -  Dopo il Covid, non ci voleva anche questo”.

Non mancano, in questi momenti, i pensieri delle nuove generazioni, profondamente legate alla bellezza di queste vallate. “Il mio paese è stato duramente colpito dall'alluvione – scrive Veronica Rosazza Prin - Grazie a Dio non ci sono stati feriti o dispersi. L'unica vittima è la nostra anima. L'anima di chi sceglie di vivere, giorno dopo giorno, in un piccolo paradiso terrestre, che nel giro di una notte si è trasformato in un inferno. La nostra anima giace, dispersa in mille pezzi, sul fondo del torrente Cervo. Un'anima su cui milioni di persone hanno camminato, hanno sognato, hanno vissuto. L'alluvione si è presa l'amato, lo storico, l'amico Ponte della Coda”. In tutto questo si aggiungono anche i curiosi che tentano di raggiungere la Valle Cervo per un selfie infischiandosene della macchina dei soccorsi e degli appelli delle autorità che chiedono “di mettere giudizio, in una situazione tanto difficile, evitando così di ostacolare eventuali soccorsi, oltre che mettere in pericolo la propria e altrui incolumità”.

Oltre alla preoccupazione, si respirano in paese anche sentimenti di gratitudine nei confronti di Croce Rossa, Protezione Civile, volontari, forze dell’ordine e di tutti coloro che hanno dimostrato sul campo la propria solidarietà in un momento tanto difficile. “Il mio paese è ferito ma non messo in ginocchio – afferma con orgoglio il capogruppo degli Alpini di Piedicavallo Daniele Baiolini - Ci sarà molto da fare, ma lo faremo con passione e senso di comunità. Stringiamoci attorno al nostro sindaco, che ora ha una responsabilità in più, e molto onerosa. Stringersi e far quadrato; stringersi perché il nostro paese ritorni ad essere la stella alpina che è sempre stata”.                

g. c.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore