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Cronaca dal Nord Ovest | 02 settembre 2026, 09:00

Dal Nord-ovest (TO), accusato di violenza su una 13enne e scarcerato dopo due notti: Nordio invia gli ispettori

Meloni: "Le leggi le abbiamo scritte e sono più severe che mai". Salvini rilancia la proposta sulla castrazione chimica. Tajani: "Un fatto che offende tutte le donne italiane"

Dal Nord-ovest (TO), accusato di violenza su una 13enne e scarcerato dopo due notti: Nordio invia gli ispettori

Dal Nord-ovest (TO), accusato di violenza su una 13enne e scarcerato dopo due notti: Nordio invia gli ispettori

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’invio di ispettori a Torino in relazione al caso dell’uomo accusato di violenza sessuale ai danni di una tredicenne, avvenuta all’interno di un minimarket nel quartiere Madonna di Campagna, e scarcerato dopo due notti trascorse nel penitenziario torinese “Lorusso e Cutugno”.

«Rilevo che la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire – ha dichiarato Nordio –. Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione utile».

Sul caso è intervenuta sui social anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

«Una ragazzina di 13 anni esce di casa per comprare la merenda ai fratelli – scrive Meloni –. Entra in un minimarket. Ne esce distrutta. Un uomo viene arrestato con l’accusa di essere responsabile di quella violenza in poche ore. Il pubblico ministero chiede il carcere. Due notti. Poi fuori. La motivazione del giudice è: era incensurato, si è mostrato collaborativo, ha detto di essere dispiaciuto. Dispiaciuto. Parliamo, giustamente, molto di sicurezza. Si chiede, giustamente, conto al Governo di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo. Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell’uomo è di nuovo lì? Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia».

La decisione del Guardasigilli è stata commentata anche dal leader della Lega Matteo Salvini. «Bene così! E ora, avanti con la proposta della Lega sulla castrazione chimica», ha scritto sui social.

«Che schifo, roba da matti», afferma Salvini in un video pubblicato sui propri canali, nel quale ricostruisce l’accaduto e definisce «maiale» l’uomo scarcerato dal giudice per le indagini preliminari.

Sulla vicenda ha preso posizione anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Quello che è successo a Torino ha dell’incredibile. Violenza sessuale e arresto. Le forze dell’ordine hanno fatto prontamente il loro dovere, ma perché un magistrato decide di liberare un reo confesso che aveva compiuto un reato così grave? Così si delegittima qualsiasi norma che il governo ha fatto per impedire che ci possa essere violenza sessuale nei confronti delle donne», ha dichiarato a Wicklow, in Irlanda.

«Bene ha fatto quindi il ministro Nordio a inviare un’ispezione, perché quello che è accaduto ha dell’incredibile – ha proseguito Tajani –. È un fatto gravissimo, inaccettabile, che offende anche la coscienza comune, offende tutte le donne italiane».

Sono intervenute anche le consigliere laiche del Csm Claudia Eccher e Isabella Bertolini.

«I fatti di Torino – spiegano –, legati alla scarcerazione di un uomo accusato di abusi sessuali ai danni di una tredicenne e di un’altra donna, impongono una riflessione profonda e sostanziale sull’adozione delle misure cautelari nei reati di violenza di genere. Pur riaffermando il pieno rispetto per l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura, non si può ignorare il profondo disorientamento provocato da decisioni di questo tipo. In presenza di elementi di prova precisi, confermati da riscontri oggettivi come le immagini della videosorveglianza, la valutazione della pericolosità del soggetto e il pericolo di reiterazione devono rimanere i criteri guida per garantire le tutele previste dalla legge. Come componenti del Consiglio Superiore della Magistratura stiamo pertanto esaminando la possibilità di aprire una pratica relativa ai riflessi della vicenda sulla valutazione di professionalità del Magistrato coinvolto, con richiesta al Procuratore Generale di vagliarne i possibili profili disciplinari».

Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha espresso vicinanza alla tredicenne e alla sua famiglia.

«La violenza sulle donne è una piaga intollerabile che questo Governo ha dimostrato di voler contrastare con fermezza e determinazione. Quanto accaduto a Torino, tanto più perché coinvolge una ragazza di appena tredici anni, suscita profondo dolore e sconcerto. Di fronte a questa violenza, le istituzioni hanno il dovere di continuare a lavorare unite affinché le donne possano sentirsi sempre protette e sicure. Anche in tal senso, non può che essere apprezzata la scelta del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di inviare gli ispettori nel capoluogo piemontese per gli approfondimenti del caso. Alla giovane vittima e alla sua famiglia va tutta la mia vicinanza».

A commentare l’accaduto anche il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito.

«Questa vicenda dovrebbe far riflettere quanti hanno bocciato il recente referendum costituzionale sulla giustizia – affermano –. Quando decisioni giudiziarie di questo tipo risultano difficilmente comprensibili per una larga parte dell’opinione pubblica, si rischia di creare una frattura pericolosa tra cittadini e istituzioni. Una giustizia autorevole deve essere indipendente, certamente, ma anche efficiente, comprensibile e capace di garantire contemporaneamente diritti, sicurezza e tutela delle vittime».

«Manca un presidio sufficientemente capillare del territorio – aggiungono –. Quando Silvio Berlusconi parlava degli agenti di quartiere qualcuno sorrideva. I continui fatti di cronaca dimostrano invece quanto quell’intuizione fosse attuale. Torino ha bisogno di più divise visibili nelle strade e nei quartieri. È necessario riportare sul territorio, ogni volta che sia possibile, anche i vigili urbani oggi impegnati in funzioni amministrative. I civich non possono essere percepiti dai torinesi soltanto come esattori del Comune utilizzati per fare cassa: la loro presenza nelle strade è anche prevenzione, controllo e deterrenza».

Sul caso si sono espressi unitariamente anche i sindacati confederali.

«Pur nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, non possiamo nascondere il nostro disorientamento di fronte a una decisione che riteniamo incomprensibile – si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil Torino –. Come organizzazioni sindacali, sentiamo il dovere di ribadire con forza che la violenza contro le donne e contro le ragazze non può mai essere minimizzata, relativizzata o considerata un fatto privato. È una ferita che riguarda tutta la società e che richiede una risposta ferma, concreta e senza ambiguità».

Dalla Redazione di TorinOggi, G. Ch.

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