Lo scorso fine settimana è stato molto movimentato per il Rifugio Coda. In occasione dell’annuale e tradizionale festa del rifugio organizzata in collaborazione con il CAI di Biella, il Coda si è animato tra entusiasmo, note musicali e momenti condivisi in allegria. Sulla cresta a cavallo tra Biellese e Valle d’Aosta, i gestori del rifugio hanno accolto oltre 200 persone, alcune giunte per il festoso pranzo in compagnia di domenica, altre che hanno invece optato per il pernottamento nella serata di sabato 18 luglio.
In quest’occasione, un’ospite speciale: la violinista italiana Sofia Manvati, che ha presentato un emozionante recital solistico che ha preso parte agli appuntamenti di “Soul of the Mountain”. Con la sua musica ha saputo colmare il silenzio alpino a più di 2.200 metri di altitudine. Tra i musicisti e compositori a rivivere tramite il suo violino, Johann Sebastian Bach, Eugène Ysaÿe e George Enescu, che si sono resi protagonisti del terzo appuntamento off-season della rassegna dell’Oropa Music Festival.
Momento di particolare partecipazione e coinvolgimento è stato la messa di domenica 19 luglio, recitata come di consueto di fronte al Rifugio Coda e accompagnata dal violino della Manvati. A seguire, prima del partecipato pranzo, si è tenuto un aperitivo offerto dal rifugio Coda. Un gesto simbolico, che ha voluto celebrare e inaugurare la nuova gestione acquisita da quest’anno.
I neo-gestori, Corrado Vigitello e Claudia Comello, si sono dichiarati molto soddisfatti dell’esito di questo avvenimento così importante per la stagione estiva del Coda: “Si tratta di un evento che ha richiamato molto pubblico. Tanti si sono fermati a dormire sabato sera, tra i canti dei ragazzi di Cossila, Sant’Eurosia, Favaro e Coumarial che ci hanno raggiunti. Domenica è stata invece una giornata ancora più positiva per il rifugio: è stato davvero un momento emozionante e siamo pronti per ospitare di nuovo questa festa il prossimo anno”, ha spiegato il Vigitello.
Si è trattato pertanto di un appuntamento che ha visto una grande partecipazione. Di fronte a un panorama a 360 gradi sulle Alpi, ha saputo ricreare un’ambientazione sublime, tra tradizione, suoni della natura e musica intramontabile.



























