Ci sono radici che affondano nella terra e altre che vivono nella memoria. Entrambe continuano a dare frutto quando vengono custodite con cura. Così accade nel Biellese, dove il cognome Corda, profondamente radicato in Sardegna, torna a raccontare l'antico legame tra l'Isola e il Piemonte attraverso il lavoro del giovane biellese Giacomo Corda, impegnato nel censimento dei castagni da frutto del territorio.
Dal 8 giugno al 13 luglio, nell'ambito del tirocinio promosso da ABC – Associazione Biellese del Castagno, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino e con DocBi – Centro Studi Biellesi, il giovane studente ha percorso boschi e castagneti con il compito di censire il maggior numero possibile di cultivar locali e gli esemplari di particolare interesse storico e agronomico.
Per ogni pianta viene redatta una scheda tecnica completa: posizione geografica rilevata con GPS, località, altitudine, documentazione fotografica, denominazione varietale e valutazione dello stato vegetativo. Un lavoro accurato che consentirà di aggiornare la mappatura delle varietà presenti nel Biellese e di gettare le basi per un futuro progetto di recupero e identificazione genetica delle antiche cultivar attraverso l'analisi del DNA.
Da anni l'Associazione Biellese del Castagno opera per recuperare castagneti abbandonati, salvaguardare le varietà autoctone e valorizzare una coltura che per secoli ha rappresentato una fondamentale risorsa economica e alimentare delle comunità montane. Un impegno al quale oggi contribuisce anche il giovane Corda, mettendo competenze e passione al servizio di un patrimonio che appartiene all'intera collettività.
Il cognome richiama immediatamente la Sardegna, così come avviene nel Biellese per i numerosi Carta e Zedda, testimonianza di una presenza che affonda le proprie origini nelle antiche relazioni tra l'Isola e gli Stati sabaudi, intensificatesi dopo l'assegnazione del Regno di Sardegna ai Duchi di Savoia. Tracce di storia che il tempo non ha cancellato e che il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe continua a custodire, mantenendo vivo il dialogo tra le due terre attraverso le persone e le loro opere.
La Sardegna, infatti, continua a essere presente ovunque i suoi figli vivano e operino. Non soltanto attraverso il ricordo delle proprie origini, ma soprattutto mediante il contributo concreto offerto alle comunità che li accolgono. È una presenza discreta, operosa, capace di trasformare il sapere, il lavoro e la disponibilità verso gli altri in un autentico servizio al bene comune. Una ricchezza silenziosa che attraversa le generazioni e che trova espressione nei tanti Sardi e nei loro discendenti impegnati nei più diversi ambiti della società civile, della cultura, della ricerca, del volontariato e delle professioni.
Tra le curiosità emerse dal censimento figurano le coltivazioni "a trumpa" di Roppolo, particolare tecnica di potatura praticata per ottenere pali di castagno, mentre nei comuni di Pralungo, Pollone e Favaro i castagni da frutto si trovano frequentemente entro cinquanta metri dalle abitazioni, memoria di una castanicoltura familiare destinata all'autoconsumo e al sostentamento delle famiglie.
Per completare la mappatura, l'Associazione Biellese del Castagno invita cittadini e proprietari a segnalare la presenza di castagni da frutto inviando un messaggio WhatsApp al numero 349 7234736, indicando la località, il numero delle piante e la disponibilità per un eventuale sopralluogo.
























