Giornata speciale per gli studenti delle classi 4AT-BT e 5BT dell’Istituto Superiore “Gae Aulenti” (sede di Mosso), grazie alla partecipazione al progetto “Cinema Terre Alte”. L'iniziativa è promossa nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola del Ministero dell'Istruzione e del Merito e del Ministero della Cultura.
La Scuola Secondaria di Primo Grado di Mosso (IC Valdilana), vincitrice del bando cinema, ha coinvolto attivamente gli studenti dell’Alberghiero: le due realtà scolastiche, accomunate dalla condivisione dello stesso territorio montano, hanno costruito un percorso comune orientato alla scoperta e alla valorizzazione dei rifugi alpini biellesi.
“Dimenticatevi, quindi, il solito trekking: immaginate ragazzi e professori che, lunedì 4 maggio, sono saliti al Rifugio Alpe Cavanna (Donato), in Valle Elvo, per scoprire luoghi per molti inconsueti e incontrare chi gestisce la struttura, vero custode di storie e tradizioni locali legate alla cultura della montagna – raccontano dall’istituto biellese - Naturalmente non eravamo soli ma circondati da professionisti della montagna e dell’immagine, per una giornata che ha unito la fatica della salita alla magia del racconto”.
Le guide alpine Andrea Mettadelli e Alberto Zucchetti (per il progetto “Vivere la montagna in sicurezza” di Regione Piemonte e Collegio delle Guide Alpine) hanno condotto e supportato i partecipanti. Luca Ghiardo, coordinatore del Laboratorio di Antropologia Visiva presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale, ha organizzato e guidato il percorso di educazione all’audiovisivo.
Le guide hanno cadenzato il passo, approfittando delle soste per svelare i segreti di un territorio che spesso si calpesta senza guardare davvero, consigliando come pianificare al meglio ogni escursione futura. L’ascesa non è stata solo una questione di fiato, ma una vera lezione di outdoor, mentre l’occhio della telecamera cercava l’inquadratura perfetta tra faggi, betulle, narcisi e le prime genziane.
“Arrivati all’Alpe Cavanna, il profumo della polenta concia e dei piatti della tradizione ci ha accolti prima ancora di varcare la soglia: un pranzo che ha ricaricato le batterie (e lo spirito), preparando il terreno per accendere i microfoni e lasciare spazio al laboratorio audiovisivo – spiegano - Il pezzo forte? L’intervista al gestore realizzata con i ragazzi seduti all’aperto. Abbiamo chiacchierato di cosa significhi, oggi, scegliere di vivere e lavorare quassù. Non è solo gestione di un rifugio; è un atto di resistenza e amore per il territorio”.
"La montagna non è un museo, è un organismo vivo. Gestire la Cavanna significa far sentire a casa chiunque abbia voglia di ascoltare il silenzio,"ha raccontato il gestore tra un caffè e un sorriso. L’Alpe Cavanna non è solo una meta, è un’esperienza che — come ogni rifugio biellese — permette di toccare con mano l’ospitalità alpina ed esplorare le risorse del territorio. Le ore corrono, le nubi hanno regalato anche qualche raggio di sole ed è già tempo di rientrare. Si torna a valle con le gambe un po' stanche, ma con la consapevolezza che, dietro ogni sentiero, c'è una storia che aspetta solo di essere scoperta e ascoltata!


























