Riceviamo e pubblichiamo:
“Riteniamo doveroso nei confronti della cittadinanza che da mesi segue la vicenda del micronido riportare con chiarezza quanto accaduto in merito al comportamento del sindaco Celestino Lanza e dell'attuale amministrazione. Nel dicembre 2025 un comitato informale sostenuto da circa 160 persone ha richiesto un incontro urgente con tutti i consiglieri comunali per discutere la chiusura del micronido.
A tale richiesta è seguita la convocazione di un'assemblea pubblica il 29 gennaio 2026.Il sindaco ha preso la parola al termine dell'incontro, impegnandosi pubblicamente davanti alla comunità a istituire un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti nella vicenda. Ad oggi quell'impegno assunto in modo chiaro non soltanto è stato disatteso: è stato ritirato. Le dichiarazioni rese successivamente che giustificano quell'impegno come una scelta dettata dal momento o dalla necessità di "calmare gli animi", risultano non solo in contrasto con quanto avvenuto ma un evidente tentativo di sminuire la parola data pubblicamente alla cittadinanza.
È necessario dirlo con chiarezza: quando un impegno viene assunto davanti ai cittadini non può essere cancellato a posteriori senza alcuna spiegazione o confronto. Questo modo di agire mina la fiducia tra istituzioni e comunità. Non è mai pervenuta nessuna risposta a fronte delle nostre richieste di rispettare quanto dichiarato.
A seguito di sollecitazioni del comitato il 13 marzo è avvenuto un incontro tra sindaco, vice Zanone e assessore esterno Moglia. Il confronto, in sede istituzionale qual è la sala consiliare, si è trasformato rapidamente in attacco personale nei confronti di un cittadino presente con parole e atteggiamenti mirati a colpire la persona, le sue scelte di vita e la sua identità, con contenuti che nulla avevano a che fare con il tema dell'incontro.
È stato affermato che la Fondazione Asilo che gestiva il micronido avrebbe chiuso con una situazione economica insostenibile. È stato attribuito ad altri enti un presunto mancato sostegno, piuttosto che scaricare responsabilità all'esterno sarebbe opportuno interrogarsi su come siano stati gestiti i rapporti istituzionali con i vari enti. Il fatto che non tutti i bimbi iscritti fossero residenti a Ronco è una condizione comune a gran parte delle strutture analoghe del territorio. Applicando lo stesso criterio si arriverebbe progressivamente a mettere discussione numerosi servizi essenziali.
Sono stati presentati dati economici per giustificare la chiusura del micronido lasciando intendere un possibile aumento dei costi per i cittadini dimenticando che la tassazione è già al massimo livello senza che questo abbia garantito la continuità del servizio. Non risulta infine che l'attuale amministrazione abbia ereditato una situazione tale da rendere inevitabile quella scelta. È utile ricordare che tre membri dell'attuale amministrazione, tra cui il sindaco, sono stati presenti in quella precedente.
A questo punto il problema non è più la chiusura del micronido: il problema è un metodo di promesse fatte pubblicamente e poi negate, richieste disattese, comportamenti inadeguati. Così non si amministra una comunità: Ronco non può permettersi un'amministrazione che rinuncia al confronto, evita di assumersi responsabilità, lascia deteriorare servizi fondamentali senza un reale tentativo di trovare alcuna soluzione.
I cittadini hanno diritto a serietà, coerenza e rispetto. Spiace constatare con amarezza che Ronco Biellese perde una delle sue realtà costruite e portate aventi nel tempo. Di fronte alla risposta che non ci sono i fondi, è giusto dire che le risorse si cercano intercettando i bandi e andando avanti con i progetti. Molto è stato costruito ma oggi viene abbandonato. Se non si mantengono i servizi la gente e le famiglie andranno via”.
























