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ECONOMIA | 11 marzo 2026, 16:47

Donne, scienza, lavoro e futuro: al Bona di Biella un confronto aperto per superare stereotipi ancora radicati FOTO

L’iniziativa ha proposto un dialogo aperto sul ruolo delle donne nei settori scientifici, tecnologici ed economici e sulle opportunità offerte dai percorsi STEM

Donne, scienza, lavoro e futuro: al Bona di Biella un confronto aperto per superare stereotipi ancora radicati

Donne, scienza, lavoro e futuro: al Bona di Biella un confronto aperto per superare stereotipi ancora radicati

Si è svolto all’IIS Eugenio Bona di Biella l’incontro “Parliamo di donne e STEM”, quarto appuntamento della rassegna della Comunità Educante del progetto STEM to BI, che ha messo a confronto ricerca, impresa, scuola e territorio su un tema ancora attuale: il peso degli stereotipi nelle scelte formative e professionali delle nuove generazioni.

L’iniziativa ha proposto un dialogo aperto sul ruolo delle donne nei settori scientifici, tecnologici ed economici e sulle opportunità offerte dai percorsi STEM. Secondo il Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026, tra i laureati in ambito STEM le donne rappresentano il 41,1%, percentuale che scende al 36,7% nei percorsi di dottorato, segno di un divario che nel tempo tende ancora ad ampliarsi.

Protagoniste dell’incontro sono state Elisa Palazzi, climatologa e docente di Fisica del clima all’Università di Torino, e Sabrina Bosia, Experienced Group Chief Financial Officer con una lunga esperienza internazionale nel mondo della finanza e della governance d’impresa.

Nel suo intervento Palazzi ha ricordato come la storia della scienza sia attraversata da contributi femminili a lungo rimasti poco riconosciuti, citando la pioniera dell’Ottocento Eunice Newton Foote, tra le prime a dimostrare il ruolo dell’anidride carbonica nel riscaldamento dell’atmosfera. Un esempio che ha permesso di collegare la riflessione sulla presenza delle donne nella ricerca con una delle grandi sfide del nostro tempo: il cambiamento climatico e le sue conseguenze sociali, particolarmente rilevanti anche nei territori montani, come quello biellese.

Bosia ha invece portato la prospettiva del mondo economico e manageriale, sottolineando come oggi le competenze scientifiche e digitali siano sempre più intrecciate con quelle manageriali. Nel suo intervento ha invitato le nuove generazioni a non autolimitarsi, a investire nelle competenze – dall’IT all’inglese – e a costruire il proprio percorso professionale con curiosità e visione, cogliendo anche le opportunità che possono presentarsi in modo inatteso.

Elemento distintivo dell’incontro è stata la tavola rotonda moderata da studentesse e studenti dell’IIS Bona, che hanno guidato il confronto con domande su leadership, stereotipi, differenze salariali e conciliazione tra vita professionale e personale. Dal dialogo è emerso come persistano retaggi culturali e meccanismi interiorizzati, come la cosiddetta “sindrome dell’impostore”, ma anche quanto siano importanti modelli positivi, relazioni professionali solide e la ricerca di mentor. Un tema che si lega direttamente all’orientamento: più incontri si fanno, più esperienze si vivono e più diventa possibile scoprire i propri talenti e prepararsi a un mondo del lavoro in cui, secondo diverse stime, molte delle professioni che le giovani generazioni svolgeranno in futuro oggi non esistono ancora.

Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il legame tra competenze STEM, sostenibilità e sviluppo territoriale attraverso l’esperienza di CERS Oremo Energia Solidale, la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale nata dal progetto Cascina Oremo e selezionata nell’ambito del bando “Sinergie II – Sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili a Impatto Sociale” sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. Un modello che mostra come scienza, tecnologia ed economia possano tradursi in innovazione sociale, sostenibilità ambientale e benefici concreti per la comunità.

A chiudere l’incontro è stata Erika Vallera, Consigliera di Parità della Provincia di Biella, che ha richiamato l’attenzione su tre aspetti centrali emersi dal confronto: l’importanza dell’orientamento libero da stereotipi, il tema della conciliazione tra lavoro e vita familiare – legato anche alla distribuzione dei carichi di cura – e l’attenzione al linguaggio, perché anche le parole contribuiscono a costruire il modo in cui immaginiamo il futuro.

L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio Sociale Il Filo da Tessere nell’ambito del progetto STEM to BI, selezionato nel bando Polaris e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale, e si inserisce nella rassegna “Città per le donne 2026” promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Biella.

c.s.Staff STEM to BI, s.zo.

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