Nel cuore del Biellese, il “Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo”, bene extraterritoriale della Regione Autonoma della Sardegna, continua a confermarsi luogo di ricerca, incontro e narrazione delle identità in movimento, grazie all’impegno costante della comunità sarda, che fa capo al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, promotore di iniziative capaci di coniugare memoria, innovazione e sviluppo territoriale.
Nei giorni scorsi, Alessandra Benzio, studentessa biellese impegnata nel corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, ha visitato il museo nell’ambito del proprio percorso accademico. L’ateneo, riconosciuto come unica università telematica valutata con il massimo punteggio dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca), rappresenta un modello formativo internazionale, dove docenti provenienti da prestigiose università del mondo insegnano in italiano, arabo, inglese e francese negli spazi reali e digitali della rete. Per Alessandra Benzio, la visita a Pettinengo si inserisce nella preparazione di una tesina propedeutica all’ultimo esame del suo corso di studi: «Al di là di possibili futuri approfondimenti – spiega – l’obiettivo immediato è immaginare un racconto capace di trasformarsi in un tour virtuale del museo, stimolato dalla mia fantasia e dalle suggestioni raccolte durante la visita».
Ad affascinare la studentessa è stata soprattutto la visione prospettica e inclusiva proposta dal museo: uno spazio profondamente radicato nel territorio ma allo stesso tempo aperto al mondo. «Mi ha colpito l’idea che anche elementi apparentemente immobili, come le pietre, raccontino in realtà viaggi e connessioni globali». Tra gli allestimenti che hanno suscitato maggiore interesse figurano, infatti, i minerali provenienti dalla Sardegna, in particolare l’ossidiana, materiale vulcanico che, già in epoca preistorica, attraversava rotte commerciali estese dagli Urali ai Pirenei, fino alle coste mediterranee dell’Africa e del Vicino Oriente, testimoniando antichi fenomeni migratori.
Il lavoro di Alessandra Benzio sarà presentato pubblicamente in uno dei prossimi appuntamenti in programma a Pettinengo, rafforzando il ruolo del Museo come laboratorio permanente di studio, ricerca e confronto interdisciplinare. Ulteriore riprova del contributo concreto che la comunità sarda di Biella offre al territorio piemontese.
Attraverso progetti culturali, attività didattiche e iniziative museali promosse anche dal sito istituzionale di “Su Nuraghe”, si sviluppa una rete capace di generare ricadute economiche e sociali sia per il Piemonte sia per la Sardegna. Il Museo e le attività associative alimentano nuove forme di turismo di vicinanza e di turismo delle radici, in linea con le politiche dell’Unione Europea, favorendo il ritorno, simbolico e fisico, delle comunità migranti ai luoghi della memoria e incentivando scambi culturali, flussi turistici e relazioni tra territori.
Parallelamente, proseguono le visite delle scuole biellesi, che hanno inserito il “Museo delle Migrazioni” tra le tappe dei percorsi educativi dedicati alla storia delle migrazioni e all’educazione interculturale. Un segnale tangibile di come l’impegno della diaspora sarda continui a trasformare la memoria migrante in occasione di crescita culturale, partecipazione civica e sviluppo locale.
Per informazioni, visite guidate gratuite e prenotazioni è possibile contattare Idillio Zapellone al numero +39 334 3452685.


























