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Music Cafè | 01 marzo 2026, 08:00

Riascoltati per voi: My Chemical Romance – The Black Parade (2006)

Riascoltati per voi: My Chemical Romance – The Black Parade (2006)

Riascoltati per voi: My Chemical Romance – The Black Parade (2006)

C’è un momento, in ogni viaggio musicale, in cui la musica smette di essere solo intrattenimento e diventa racconto, teatro ed emozione pura. Nel 2006, “The Black Parade” dei My Chemical Romance è stato proprio tutto questo: un disco che non si ascolta soltanto, ma si vive, dall’inizio alla fine. Quando uscì, non passò di certo inosservato. Era troppo grande, troppo ambizioso, troppo diverso per essere ignorato. E oggi, riascoltandolo, si capisce bene perché sia diventato uno degli album simbolo degli anni Duemila. Signori e signore, benvenuti al nono appuntamento con “Riascoltati per voi”.

“The Black Parade” è un concept album, ossia è un disco che racconta una storia e dalla prima all’ultima canzone c’è un filo conduttore. Narra la vicenda di un personaggio chiamato “The Patient”, che affronta la malattia, la morte, i ricordi e la paura di sparire.

Tema pesante? Eh, ovviamente sì!! Ma il tutto viene raccontato con una forza emotiva che colpisce dritto allo stomaco. Perché, i My Chemical Romance prendono il punk, l’emo, il rock teatrale e li trasformano in qualcosa di più grande. Qui dentro c’è di tutto: rabbia, dolore, ironia e speranza.

La cosa sorprendente è che, pur parlando di morte, il disco è pieno di vita.

Canzoni come “Welcome to the Black Parade” sembrano una marcia. “Famous Last Words” è un grido di resistenza. “I Don’t Love You” invece si ferma, rallenta, fa male. Gli arrangiamenti del disco sono veramente molto ben curati: il pianoforte apre e chiude momenti chiave del disco, le chitarre passano da riff molto aggressivi a parti quasi malinconiche, la batteria è sempre tesa, pronta ad esplodere, i cori danno dinamica al disco ed i cambi di ritmo sono continui e piacevoli all’ascolto. Nulla è lasciato al caso. Ogni brano ha un ruolo ben preciso all’interno della storia.

È un album rock che strizza l’occhiolino al passato: sì, perché potrei scomodare un paragone, magari eccessivo, con i “Queen”, ma i My Chemical Romance hanno un linguaggio moderno. E’ sicuramente un gran bel disco, molto drammatico, sicuramente mai finto.

Questo è un disco da ascoltare dall’inizio alla fine, senza saltare nulla, perché come tutte le storie, interromperla a metà è come spegnere un film sul più bello. A mio modesto parere, questo è un album intenso e coraggioso. Non è solo emo, non è solo rock: è un’opera completa, che ancora oggi lascia il segno. Vi auguro un buon ascolto!

I miei brani preferiti sono: "Dead!", "This Is How I Disappear", "The Sharpest Lives", "Welcome to the Black Parade", "I Don't Love You", "Disenchanted" e "Famous Last Words".

Voto: 9

Tracce: 

1) The End – 1:51

2) Dead! – 3:14

3) This Is How I Disappear – 3:58

4) The Sharpest Lives – 3:19

5) Welcome to the Black Parade – 5:12

6) I Don't Love You – 3:57

7) House of Wolves – 3:03

8) Cancer – 2:22

9) Mama – 4:38

10) Sleep – 4:42

11) Teenagers – 2:40

12) Disenchanted – 4:54

13) Famous Last Words – 7:52

14) Blood – 1:25 – traccia fantasma

Durata: 52 minuti.

Formazione:

- Ray Toro – chitarra solista, cori, chitarra acustica, basso.

- Bob Bryar – batteria, percussioni.

- Frank Iero – chitarra ritmica, cori.

- Mikey Way – basso.

- Gerard Way – voce.

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “The Black Parade” dei My Chemical Romance, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni. 

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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