Quella vissuta domenica scorsa, 1° febbraio, all’oratorio di Brusnengo è stata una festa speciale, di quelle che scaldano il cuore e restano addosso. Come ogni anno, in tutto il mondo, la famiglia salesiana si ferma per dire grazie a Don Bosco. E anche Brusnengo, ancora una volta, ha risposto con ciò che le riesce meglio: entusiasmo, partecipazione e un’autentica voglia di stare insieme.
Ma chi era davvero Don Bosco? Un santo, sì. Ma prima ancora un educatore straordinario, un padre capace di farsi amico, un uomo che ha creduto nei giovani quando nessun altro lo faceva. Ha dedicato la sua vita ai ragazzi, soprattutto ai più fragili, sognando per loro un futuro possibile, dignitoso, luminoso. La sua pedagogia, fatta di amore, rispetto e fiducia, continua ancora oggi a parlare forte e chiaro. E a Brusnengo, si è sentita tutta. I bambini e i ragazzi hanno cantato a voce piena parole, che non sono solo una canzone, ma una dichiarazione di speranza.
Seguendo una tradizione viva soprattutto in America Latina, anche quest’anno la festa è stata guidata da un tema comune. Brusnengo ha scelto “Don Bosco Cocinero”, trasformando l’oratorio in una grande cucina di sogni, idee e valori. C’è chi ha portato in scena la “ricetta per la santità”, chi ha stupito con giocoleria e abilità, chi ha trascinato tutti con balli e coreografie. Un tripudio di colori, risate ed energia che ha parlato a grandi e piccoli senza bisogno di spiegazioni.
Ma la festa non ha dimenticato il valore della riflessione. Un momento intenso è stato dedicato ai genitori in un percorso semplice e profondo attorno a una parola chiave: progettare. Ovvero quale futuro desideriamo davvero per i nostri figli? Una domanda disarmante, che ha invitato tutti a fermarsi, respirare e guardare un po’ più lontano. Poi di nuovo spazio al gioco, quello vero, che unisce. Le gare di go-kart a pedali hanno visto sfidarsi bambini, ragazzi, mamme e papà in un clima di allegria contagiosa. Nessun escluso, solo sorrisi. E infine la premiazione, con un piccolo dono per ogni vincitore e un ricordo speciale di Don Bosco.
Un ringraziamento particolare è andato al parroco, don Jarek, padre spirituale della comunità, presenza discreta ma profonda, capace di fidarsi, valorizzare e camminare insieme. La Festa di Don Bosco a Brusnengo non è stata solo un evento: è stata una dichiarazione d’intenti. Educare è ancora possibile, sognare insieme è ancora necessario. Il futuro non si aspetta. Si costruisce, a partire da comunità vive che non hanno paura di “gettare avanti” i propri sogni.
























