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AL DIRETTORE | 27 giugno 2025, 07:50

Un lettore: "La mia degenza all’Ospedale di Biella: gratitudine, umanità e un incontro speciale"

Un lettore: "La mia degenza all’Ospedale di Biella: gratitudine, umanità e un incontro speciale"

Riceviamo e pubblichiamo: 

"Per poter raccontare correttamente le esperienze di vita bisogna provarle, così preferisco scriverle perché: verba volant : scripta manent. Ho dovuto provare una nuova esperienza per un improvviso e serio problema di salute che mi è capitato verso la metà di giugno, con una degenza di una decina di giorni all’Ospedale di Biella. Ho potuto constatare di persona quanto la Sanità sia importante per tutti i Cittadini, malgrado alcune occasionali critiche che si possano manifestare in situazioni particolari e difficili. Sono stato dapprima controllato in una serata dalla guardia medica che ha provvisoriamente risolto il mio problema. Poi il giorno seguente, non reggendomi in piedi ed in preda di improvvisi e forti dolori, mi hanno trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso. Esame e ricovero urgente nel reparto di chirurgia al secondo piano, in attesa di intervento. Ciò che ricordo ancora è la mia conferma al chirurgo di intervenire al più presto, e così è avvenuto, pur trovandoci in una domenica sera, quando molti in questo periodo sono ancora in vacanza. Ho superato con qualche difficoltà anche questi giorni, ma mi sento in dovere di ringraziare il chirurgo che mi ha operato, gli altri medici o professori che mi hanno seguito, e tutti i loro “Staff” per l’attenzione che mi hanno prestato, per le spiegazioni fornite, e per le frequenti visite effettuate, con una parola di incoraggiamento, che in questi momenti è molto preziosa. Un grazie sentito a tutti, anche alle persone, donne, uomini, ragazze, ecc. che ogni mattina si occupano dei degenti, specialmente di coloro che necessitano di TUTTO. Ho avuto anche la fortuna di conoscere nella stanza a due letti, un improvvisato amico, un siciliano di Palermo trasferito da tempo a Gaglianico, di nome Felice, che il giorno dopo il suo ricovero, vedendo che io non mi reggevo in piedi, mi ha preso sotto braccio e mi ha accompagnato lungo i corridoi, dicendo che bisogna muoversi, camminare per potersi riprendere in fretta, come dicono i dottori. Ho potuto conoscere anche la sua splendida Famiglia, che saluto volentieri e che sovente veniva a trovarlo. Desidero ringraziare tutti gli amici, e sono molti, che ogni giorno hanno chiamato mia moglie Mireille, Sabrina, Simone, Greta, ed altri famigliari, per avere notizie sulla mia salute. Grazie di cuore per gli interessamenti, che in certi momenti sono ancora più graditi".

Giuliano Lusiani

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