Si sa che le scuole di Biella S. Francesco, XXV Aprile, Pietro Micca, De Amicis saranno interessate da lavori di miglioramento strutturale, aggiornamento prevenzione antincendio, rafforzamento solai e miglioramento energetico. Ancora sono da definire però le tempistiche esatte e le modalità dei lavori, e soprattutto dove faranno lezione gli allievi quando dovranno lasciare la propria sede. E il Comune è ora alla ricerca di aule, resa più complessa dal fatto che anche diversi istituti superiori dall'estate saranno al centro di interventi di ristrutturazione che imporranno trasferimenti anche ai loro allievi.
L'istituto Comprensivo Biella 2 ha dato comunicazione alle famiglie in questi giorni spiegando che "martedì 28 marzo si è tenuto il primo incontro tra Comune, Dirigenti scolastici e rappresentanti della componente docenti e genitori, per illustrare modalità e tempistiche dei prossimi lavori da svolgersi nelle scuole biellesi. Gli Istituti oggetto dei prossimi interventi saranno: S. Francesco, XXV Aprile, Pietro Micca, De Amicis. Per i primi due edifici, la durata dei lavori stimata è 24 mesi, per gli altri, invece,15 mesi. I lavori inizieranno alla fine di questo anno scolastico, presumibilmente a luglio, e dovranno essere conclusi entro la fine del 2026. Vista la contemporaneità di tali cantieri con quelli relativi ad alcuni istituti superiori, emerge la difficoltà nel trovare spazi adeguati ad accogliere così tante classi".
"Il Comune sta vagliando varie ipotesi per lo spostamento delle classi - prosegue la comunicazione che è stata ripresa verbalmente anche dal preside Tiziano Badà in un incontro con rappresentanti delle classi della XXV Aprile - , prendendo in considerazione anche edifici privati. Relativamente alla costruzione della nuova mensa per la Scuola secondaria di Chiavazza, i lavori dureranno presumibilmente 20 mesi e inizieranno a giugno di quest'anno.".
Il preside intende comunque rassicurare le famiglie: "Non creiamo allarmismi, siamo in contatto costante con il Comune che si è impegnato ad aggiornarci incontrandoci ogni 10 giorni. Confidiamo in una soluzione che possa accontentare tutti, anche se è naturale che non potendo restare in sede qualche compromesso si dovrà accettare, ma è il costo dell'adeguamento degli edifici".























