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CRONACA | 25 agosto 2021, 06:50

Pitone ritrovato a Biella, parla l'esperto Tiziano Pascutto

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Pitone ritrovato a Biella, parla l'esperto Tiziano Pascutto

Sono passati 18 anni dall’ultima volta che un serpente esotico è scappato dalla sua dimora per aggirarsi sulle strade del Biellese: all’epoca si trattò di un boa constrictor. Questa volta, precisamente il 22 agosto, è un pitone il rettile ritrovato sotto un balcone di un’abitazione in via Ivrea (leggi qui). In quel lontano 2003 intervenne Tiziano Pascutto, naturalista con una grande esperienza alle spalle.

Va chiarito innanzitutto l’aspetto legislativo: la normativa di riferimento è la CITES (la Convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione): “Anche se non tutti saranno d’accordo – racconta Pascutto – un animale di questo tipo può essere tenuto e, aggiungo, non per forza in una teca”. Come rivela questa dichiarazione il pitone, in questo caso, è assimilato ad un comune animale: “Il punto cruciale viene poi quando si considera che, essendo un animale molto diverso da quelli a cui siamo abituati, ha bisogno di attenzioni particolari e necessita di essere ospitato in un luogo adeguato alla sua natura”.

“Il ritrovamento all’esterno di questo animale potrebbe essere frutto di disattenzione - spiega il naturalista – e potrebbe nuocere sia all’animale, cresciuto in cattività e non abituato a cacciare, sia alle persone, per lo spavento che potrebbe generare un pitone di 3 metri. C’è un pericolo psicologico intrinseco che non va sottovalutato. È chiaro che la detenzione di un simile animale prevede la massima attenzione, al fine di non creare situazioni incresciose alle persone e allo stesso animale”.

Redazione mi. be.

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