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Animalerie | 11 marzo 2021, 10:00

Un cane in famiglia: Chi è il “capobranco”? Parola all'esperto Paolo Borri

Articolo di Paolo Borri, educatore cinofilo specializzato nell’approccio cognitivo zooantropologico

Paolo Borri Educatore Cinofilo

Paolo Borri Educatore Cinofilo

Oggi è proprio il caso di iniziare con “La leggenda narra che…”. Eh sì, perchè si tratta di una teoria, ormai obsoleta, che vedrebbe il capo gerarchico di un branco come il più forte ed autoritario. Fortunatamente così non è: di fatto nel branco di lupi da cui deriva la similitudine, chi provvede a soddisfare i bisogni primari dei componenti del gruppo, è solitamente la coppia alfa, ovvero i genitori, e non il più forte e cattivo.

Allo stesso modo nella nostra famiglia, includendo il nostro “amico peloso”, a soddisfare queste necessità (mangiare, bere, fare i bisogni, uscire in passeggiata, giocare, proteggere, guidare, ecc.) non sarà l’elemento che dimostra autorità assoluta a stabilire un rapporto migliore con il cane, quanto invece chi dimostra maggior decisione ed autorevolezza.

Questo equilibrio, con i corretti profili gerarchici e la soddisfazione delle motivazioni, non faranno altro che stringere la corretta relazione tra il cane e gli altri componenti del gruppo, base fondamentale per la convivenza e la condivisione quotidiana del tempo e dello spazio in comune.

Quindi, per ottenere un cane educato, e quindi felice, non serve a nulla urlare o strattonarlo “sfoggiando i muscoli”; dobbiamo abbandonare il concetto di “dominanza” e sostituirlo invece con quello dell’empatia e della calma, cercando di capire chi abbiamo a fianco, mettendoci al suo posto, mirando ad un solo obiettivo: la serenità di tutto il branco.

Paolo Borri - Educatore cinofilo - Approccio cognitivo zooantropologico

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