Sono state sorprese dagli agenti di Polizia all'interno di un appartamento di via Eugenio Bona a Biella le due cugine rom arrestate sabato scorso, 24 febbraio, per tentato furto aggravato in concorso. Entrambe, provenienti da un campo nomadi del Torinese, erano in possesso di due cacciaviti con cui cercavano di forzare le serrature delle abitazioni. Si tratta di N.V.E., 18enne pregiudicata e incinta di otto mesi, e V.M., di soli sedici anni.
I FATTI - Dicono di essere giunte in città con il treno (versione che non convince le forze dell'ordine) le due cugine rom arrestate sabato dalla Polizia mentre stavano tentando di compiere un furto in un condominio di via Eugenio Bona. A segnalare la loro presenza una donna che ha notato le due intente a suonare ai campanelli come a controllare se all'interno vi fosse qualcuno. Gli agenti delle Volanti, giunti sul posto, hanno cominciato a setacciare l'intero stabile fino a scoprire le due ragazze in una camera da letto. Qui sono state bloccate e perquisite: avevano due cacciaviti e alcune borse dentro le quali sono stati rinvenuti vari oggetti, soldi, un mp3 e alcuni ombrelli risultati rubati poco prima in un altro condominio di via Delleani.
Le due sono state arrestate e accompagnate in Questura dove sono scattate denunce per porto abusivo di armi, ricettazione, possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere e furto aggravato. Gli arresti sono già stati convalidati.
RIFIUTATA DAL CAMPO ROM PER L'ARRESTO - La 18enne, all'ottavo mese di gravidanza, sarebbe potuta tornare al campo rom a scontare gli arresti domiciliari ma gli altri abitanti l'hanno rifiutata perchè arrestata. Così la donna, a cui è stato consegnato il foglio di via, è stata trasferita in un istituto di Torino mentre la cugina 16enne, incensurata, si trova nel carcere minorile del capoluogo piemontese. Nessuna delle due, in particolare la ragazza maggiorenne, ha voluto collaborare con la Polizia.























