Tra la fine di Sparta, città-stato dell'antica Grecia, e l'addestramento dei marines americani ci sono circa 2100 anni di storia, ma da qualche tempo a questa parte è nata una disciplina sportiva (per qualcuno anche solo… goliardica!) che sintetizza lo spirito dell'oplita spartano e quello del soldato moderno, versione 2.0: forza, coraggio, resistenza, agilità. E coniuga le capacità del corpo a quelle della mente, rispolverando l'adagio latino "mens sana in corpore sano".
Una nuova specialità che si affaccia sul variegato panorama delle corse podistiche. Sotto "l'etichetta" di Spartan Race, si riuniscono in realtà due circuiti paralleli ma nettamente distinti tra loro. Questa disciplina, proveniente dagli USA, dove è nata non più di una decina d'anni fa, è approdata in Italia da meno di un lustro e, pur se poco nota al grande pubblico, in poco tempo ha già raccolto un buon numero di adepti. Basti pensare che all'ultima Spartan Race di Milano c’erano più di 6.500 iscritti. Numeri tutt'altro che residuali.
Anche a Biella ci sono alcuni atleti che gareggiano in questa specialità, sia a livello nazionale che al di fuori dei nostri confini. Due di loro sono reduci dall'esperienza della scorsa settimana a Kitzbühel, in Austria.
Si allenano insieme Tiziano Valcauda e Valeria Bergadano, entrambi 26enni. Lui e un artigiano, titolare di una piccola azienda di serramenti, a Gaglianico; lei è osteopata e assistente universitaria. Lui corre da circa 4 anni, lei arriva dal nuoto.
"È iniziato tutto quasi per gioco. – racconta Tiziano - Una gara qui, una lì e poi, un giorno, un amico mi ha invitato a provare questa nuova attività con gli ostacoli, nel fango, che abbina la corsa alla forza fisica e all'agilità. Gli sport di squadra non mi hanno mai attirato, non ho mai avuto uno sport fisso, invece mi è sempre piaciuto molto andare in montagna e stare all'aria aperta".
"Io invece arrivo dal nuoto – spiega Valeria – e ho cominciato a correre durante l'università perché avevo problemi di insonnia. La mia prima Spartan Race è stata quella di Milano, due anni fa. Da lì in avanti mi sono appassionata a questa disciplina e con Tiziano abbiamo fatto un bel po' di gare. La situazione – ride – ci è ormai sfuggita di mano…"
Come anticipato in precedenza, esistono diverse tipologie di competizioni su due circuiti differenti. "Nel Campionato Italiano – precisa Tiziano – ci sono una decina di tappe con un solo tipo di gara che varia dagli 8 ai 12 chilometri; la Spartan Race ha invece tre tipologie che variano in base al numero di chilometri: Sprint (dai 6 agli 8km), Super (dai 15 ai 18km) e Beast (dai 23 ai 25km). E si può scegliere a quale delle tre iscriversi. Fisico permettendo, si può partecipare a tutte e tre. Io solitamente prendo parte alla Super perché non riesco ad allenarmi di più".
Sia per Tiziano che per Valeria l'allenamento consiste principalmente nella corsa. Quasi tutte questa gare non si svolgono in piano ma in salita, spesso nei boschi, in montagna, come dei veri trail. "In Francia – continua Tiziano - abbiamo dovuto guadare un fiume più volte, per dei chilometri".
"In quella gara - ricorda Valeria - ero seconda o terza, il fiume era molto gonfio e noi dovevamo attraversarlo con un pezzo di tronco da quasi 20 chili sulle spalle. Ovviamente non si vedeva il fondale e, ad un certo punto, sono scivolata perdendo l'equilibrio; per fortuna, a poca distanza da me, c'era un nostro compagno di squadra che mi ha dato una mano, ma non ho potuto passargli il tronco perché altrimenti avrei dovuto recuperare una penalità. Per noi l'importante è arrivare sempre alla fine del percorso, e anche in quell'occasione ci sono riuscita, classificandomi al 7° posto".
I due ragazzi, in collaborazione con "Mia Club", stanno adesso cercando di costruire un parco ostacoli fisso, proprio davanti alla palestra di Strada Campagnè 7, per portare questa disciplina anche nel Biellese.
"Quando gareggiamo – riprende Tiziano – abbiamo a che fare con sportivi o ex sportivi di professione, mentre noi conduciamo una vita assolutamente normale: non facciamo vita da atleti, non ci regoliamo sull'alimentazione; se vogliamo uscire a bere un paio di birre, lo facciamo. Non siamo di quelli che si tengono perché 'domani c’è la gara'. Non mi interessa fare vita da sportivo, altrimenti farei l’atleta a tempo pieno".
"Quando mi presento alla partenza, - scherza Valeria – mi trovo sempre davanti a questi omoni grandi e grossi, pieni di muscoli, che mi guardano quasi con disprezzo. Poi, regolarmente, finisco la gara davanti a molti di loro. La cosa che mi piace di questa disciplina è che unisce diverse caratteristiche fisiche e mentali. Non è fondamentale avere tanti muscoli, quanto essere agile, resistente, determinata e mentalmente lucida. In alcune occasioni, per esempio, è necessario memorizzare un codice alfanumerico, che poi bisogna ripetere agli ufficiali di gara uno o due chilometri prima del traguardo per non incorrere in penalità e quindi essere rallentati".
Sono amici, questi due giovani biellesi, si allenano insieme e si divertono, ma "quando siamo sulla linea di partenza – conclude Tiziano - ci carichiamo a vicenda poi, dopo il via, ognuno fa la sua gara, e ci si ritrova al traguardo, per fare il tifo l'uno all'altra".































