Nel suo palmares spiccano quattro titoli italiani (l'ultimo ad Ancona lo scorso marzo nei 3000 metri) e una ventina di titoli nazionali giovanili, tra indoor, outdoor e universitari, in particolare sui 3000 siepi. Eppure Valentina Costanza non ha alcuna intenzione di fermarsi, nonostante due seri infortuni che non gli hanno permesso di proseguire la propria carriera con regolarità. Ma Valentina, 29 anni compiuti lo scorso febbraio, è una donna del Gruppo Sportivo dell'Esercito: quindi grintosa e determinata. Ha superato numerosi ostacoli, comprese quelle siepi che sembrano fatte apposta per lei.
Ora è alla ricerca di nuove sfide in un 2016 ricco di appuntamenti di prestigio. Di Europei e Olimpiadi preferisce non parlare, forse per scaramanzia o probabilmente perchè sa che le sue condizioni attuali non gli permettono di garantire il 100%. Valentina racconta a Newsbiella quello che si aspetta, in particolare da una gara di martedì prossimo: "Gareggerò il primo 3000 siepi dopo quattro anni a Castiglione della Pescaia - sottolinea - dunque riparte tutto da qui. Vorrei terminarli ma non penso a fare tempi eclatanti. Per gli Europei sono scaramantica, credetemi non so quello che potrò fare. Il sogno è sempre in grande, ovvio, quindi Rio e le Olimpiadi. Ma non voglio ripetere l'errore del 2012, l'anno dei Giochi di Londra, quando in inverno stavo bene poi ho pensato troppo ai tempi che non sono venuti. Mi piacerebbe avvicinarmi ai 10 minuti se non sotto".
La carriera di Valentina è stata tormentata: inizia a correre con Giocatletica a Veglio, poi passa all'Unione Sportiva Val Mos. Arriva il titolo italiano negli allievi nel 2004. Con il suo allenatore Tiziano Bozzo scopre di avere, giorno per giorno, grandi qualità da runner. Poi, con Andrea Bello, la conferma di poter arrivare a risultati importanti fino a quando due infortuni non bloccano la sua crescita. Tra il 2012 e il 2013 subisce una microfrattura al metatarso e un infortunio al soleo. Episodi che la fermano, ma fino a un certo punto: "Non ho mai pensato di mollare - spiega - purtroppo sono dovuta ripartire da zero. Quando ho ricominciato ecco un altro ko. Fa parte del gioco, siamo atleti. Ho cercato di fare il possibile e credo, visti i risultati, di esserci riuscita. Ora mi alleno due volte al giorno, tutti i giorni tranne quando gareggio. Faccio lavoro specifico in pista, dove mi sono ripresentata per le siepi".
L'atleta biellese vive il territorio, e in particolare la Valle di Mosso e la Valsessera, correndo nei dintorni di Pray, Coggiola e Portula. Quando è libera è ben lieta di partecipare, anche soltanto come madrina, alle gare locali, come la Vertical Mille di domenica scorsa. "Sono molto legata a Biella - afferma Valentina - anche grazie alla nostra tradizione. Ci sono stati anni, in certi campionati europei, dove la Nazionale di mezzofondo femminile poteva essere rappresentata solo da donne biellesi. Sono contenta perchè con me ci sono Valeria Roffino, Nadia Ejaffini, Fatna Maraoui, Elena Romagnolo che ora ha appena avuto un bambino. E in campo maschile Francesco Bona. Siamo un bel gruppo e poi ci sono tanti progetti che mi piacciono come quello del Biella Running che unisce corsa e divertimento".
Corsa significa sacrificio e a volte alcuni se ne approfittano. Sono molti i casi di doping nell'atletica mondiale che fanno male a tutto il movimento: "Mi dispiace perchè apro i giornali sportivi e vedo soprattutto cose eclatanti riguardanti il doping - sottolinea Valentina Costanza - capisco che faccia notizia ma la maggior parte di noi atleti sono puliti e meritano più risalto rispetto agli altri".






























