Un biellese entra nel cast di Gomorra: Le origini, nuova serie Sky Original disponibile da oggi, 9 gennaio.
Si tratta dell'attore Giulio Greco che interpreta Patrick Torre, mafioso marsigliese attivo tra gli anni Settanta e Ottanta, in una produzione che racconta la nascita dell’universo narrativo di Gomorra. La serie è ambientata tra Napoli e il Mediterraneo criminale ed è diretta nei primi quattro episodi da Marco D’Amore. Per Greco si tratta di un nuovo traguardo in un percorso che affonda le radici anche in Piemonte, dove è cresciuto tra Biella e Novara.
Nato il 13 luglio 1991 da madre belga e padre di origini italiane e tedesche, Greco ha trascorso gli anni della formazione tra Biella e Novara, dove ha frequentato il liceo. Un periodo che l’attore ha spesso indicato come centrale nella costruzione del proprio sguardo culturale e professionale. Parallelamente al percorso artistico, nel 2010 Greco ha fondato la casa editrice Giuliano Ladolfi Editore, diventando all’epoca il più giovane editore italiano. Un’esperienza imprenditoriale che ha preceduto e accompagnato l’ingresso nel mondo dell’audiovisivo, contribuendo a una formazione trasversale tra cultura, industria e narrazione.
L’ingresso in Gomorra: Le origini è avvenuto in modo inatteso. Greco si trovava in Sudafrica quando ha ricevuto il provino. Dopo un callback, nel giro di poche settimane è arrivata la convocazione sul set di Napoli. Un ritorno simbolico, considerando che circa dieci anni prima aveva partecipato al suo primo programma televisivo come attore. Greco porta nel ruolo anche la propria lingua madre, il francese, rafforzando l’autenticità del personaggio e il respiro internazionale della serie. Nel 2025 ha inoltre girato in Piemonte e a Torino la serie Gangs of Milano e il film Prophecy, consolidando un legame professionale con il territorio.
A chiudere, il commento dell’attore sull’esperienza in Gomorra - Le origini: «Ho incontrato persone di grande intelligenza e umanità, capaci di lavorare con profondità e leggerezza. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere Napoli da una prospettiva autentica e intensa. Patrick Torre può generare rifiuto ma spero emerga la sua complessità e il suo desiderio sincero di appartenere a questo mondo, fino a diventare, in qualche modo, un napoletano acquisito».























