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Biella | 28 maggio 2026, 14:00

La Polizia di Stato nelle scuole di Biella, il bilancio degli incontri con gli studenti FOTO

La Polizia di Stato nelle scuole di Biella, il bilancio  degli incontri con gli studenti FOTO

La Polizia di Stato nelle scuole di Biella, il bilancio degli incontri con gli studenti FOTO

Si sono da poco conclusi i numerosi incontri che la Questura di Biella ha promosso negli istituti scolastici del territorio biellese, coinvolgendo studenti di ogni ordine e grado in un importante percorso dedicato alla cultura della legalità, del rispetto e della sicurezza. 

L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione con l’Ufficio Territoriale Scolastico di Biella, ha visto protagonisti i poliziotti della Questura insieme agli operatori delle Specialità della Polizia Stradale e della Polizia Postale, impegnati da febbraio a maggio in una intensa attività di sensibilizzazione rivolta ai più giovani. Nel corso del progetto sono stati incontrati più di 1200 studenti appartenenti a 31 istituti scolastici della provincia. Alcuni ragazzi hanno inoltre avuto l’opportunità di visitare gli uffici della Questura durante speciali giornate di “Open Day”, entrando in contatto diretto con il lavoro quotidiano svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato. 

Grande attenzione è stata dedicata ai temi più vicini al mondo giovanile, infatti, un gruppo di poliziotti appositamente formato ha elaborato dei progetti mirati, pensati per coinvolgere gli studenti attraverso il dialogo e il confronto diretto. I 6 progetti avevano come oggetto:  il concetto di imputabilità che ha permesso di spiegare ai ragazzi come alcuni loro comportamenti  possano costituire dei reati e quando questi possono essere a loro imputabili;  il progetto denominato rispetto  nel quale si è parlato del concetto di rispetto ad ampio raggio, passando da quello nei confronti di altre religioni a quello nei confronti delle donne o delle diversità in genere;  il progetto pretendiamo legalità, promosso a livello nazionale dal Ministero dell’Interno, col quale si è voluto stimolare gli alunni alla riflessione sulla cultura della legalità;  i progetti sull’uso consapevole dei social e della navigazione su internet con il quale la Polizia Postale è riuscita da un lato a mettere in guardia i fruitori dei social sui rischi legati al loro utilizzo cercando di far capire anche come difendersi da essi e dall’altro ha illustrato come il cyberbullismo o altri comportamenti posti in essere tramite piattaforme social o l’utilizzo di internet in generale,  possano configurare dei veri e propri reati;  i progetti   ICARO e BICI SCUOLA con i quali la Polizia Stradale ha potuto sensibilizzare i ragazzi sul tema dell’educazione stradale e in particolare sull’uso di uno dei veicoli maggiormente utilizzato in età scolare, come le biciclette, approfittando per quest’ultimo, dei concomitanti eventi relativi a gare ciclistiche svoltesi nel territorio.   L’esperienza ha evidenziato approcci e reazioni differenti a seconda dell’età degli studenti.  

I bambini delle scuole elementari hanno mostrato fin da subito una partecipazione molto spontanea e attiva. Gli operatori della Polizia di Stato sono, infatti, rimasti positivamente stupiti dell’interesse e dell’attenzione dimostrata dagli alunni delle scuole primarie durante gli incontri dei progetti “Pretendiamo Legalità” e “Rispetto”. I bambini hanno dimostrato un livello di maturità e consapevolezza superiore alle aspettative, affrontando con maturità e consapevolezza temi complessi quali l’hate speech, l’uso equilibrato dei dispositivi digitali (“gioco o dipendenza?”), la sicurezza personale e il rispetto nelle relazioni, mostrando curiosità, capacità di riflessione ed apertura al confronto. Più complesso, invece, è risultato il coinvolgimento iniziale degli studenti tra i 14 e i 16 anni, generalmente più timidi e meno inclini ad intervenire spontaneamente durante gli incontri.  In questo caso, si è rivelato particolarmente efficace l’utilizzo di immagini realizzate con l’intelligenza artificiale raffiguranti episodi riconducibili a comportamenti penalmente rilevanti commessi da adolescenti, come risse, stalking, revenge porn o guida in stato di ebbrezza. Le immagini, volutamente prive di didascalie, venivano mostrate agli studenti affinché fossero loro stessi a descrivere le scene rappresentate e ad individuarne il disvalore sociale e giuridico. 

Questa modalità ha favorito il confronto e stimolato interventi anche da parte degli studenti inizialmente più silenziosi. Particolare coinvolgimento, nello specifico, hanno generato le immagini e gli esempi relativi alle violenze di genere e alle dinamiche di esclusione e sopraffazione tra coetanei. In questo contesto, nel corso delle attività è emerso come diversi ragazzi avessero assistito direttamente o indirettamente a episodi di bullismo e cyberbullismo, circostanza che ha reso il confronto ancora più partecipato e concreto. Infatti, la possibilità di riconoscere nelle immagini dinamiche simili a quelle vissute o osservate nella realtà ha favorito una riflessione condivisa sulle conseguenze sociali e giuridiche di tali comportamenti. Tra gli argomenti che hanno suscitato maggiore interesse nei più grandi vi è stato senza dubbio quello relativo al concetto di imputabilità e alle conseguenze concrete che alcuni comportamenti possono avere sul futuro personale e lavorativo dei ragazzi. 

L’attenzione dimostrata dagli studenti è apparsa particolarmente significativa anche perché si tratta di un tema che, come emerso nel corso degli incontri, non era mai stato affrontato o proposto in precedenza dalla Polizia di Stato nell’ambito scolastico. Per quanto riguarda gli argomenti trattati con il progetto “Rispetto” nelle Scuole Medie, si è riscontrata una buona partecipazione e un generale interesse da parte dei ragazzi, soprattutto in relazione ai temi connessi agli stereotipi di genere e ai modelli relazionali. Gran parte degli studenti ha dimostrato di possedere già una certa familiarità con tali argomenti. Maggiori difficoltà sono, invece, emerse con riferimento al concetto di consenso, affrontato sia sotto il profilo relazionale sia con riguardo al rispetto dei confini personali e dell’autodeterminazione altrui. Nel corso delle attività, diversi ragazzi hanno mostrato incertezze nell’individuare comportamenti appropriati o nel riconoscere pienamente l’importanza di un consenso libero, consapevole ed esplicito nelle relazioni interpersonali. 

Proprio per questo, il tema ha richiesto un approfondimento più ampio e numerosi esempi pratici, che hanno favorito il confronto e stimolato riflessioni significative tra gli studenti. Nel corso di tutti gli incontri è stato, inoltre, illustrato agli studenti il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia di Stato, con particolare riferimento ai diversi ruoli, specialità e compiti degli operatori. Bambini e ragazzi hanno mostrato grande curiosità e partecipazione, ponendo numerose domande sul percorso per entrare in Polizia, sui gradi, sulle attività operative e sulle esperienze professionali degli operatori presenti.  Gli incontri hanno, così, rappresentato anche un’importante occasione di avvicinamento dei giovani alle istituzioni e ai valori del servizio pubblico, contribuendo a rafforzare un’immagine positiva e concreta della figura del poliziotto. Il riscontro ottenuto rappresenta un incentivo a proseguire il percorso anche nel prossimo anno scolastico, rafforzando ulteriormente il rapporto tra scuola, studenti e Polizia di Stato attraverso iniziative di prevenzione, ascolto e sensibilizzazione. 

c. s. Questura Biella g. c.

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