Cari lettori, siamo arrivati al diciottesimo appuntamento, il nostro viaggio fa una brusca sterzata. Niente melodie rassicuranti, niente eleganza patinata: qui si entra in un territorio sporco, rumoroso, viscerale. Nel 1996, i Jon Spencer Blues Explosion pubblicano "Now I Got Worry”, un disco che prende il blues, lo scuote con forza e lo scaraventa dentro il rock più selvaggio degli anni ’90. È uno di quegli album che non chiede permesso. O lo ami o lo odi. Ma di certo non è passato inosservato.
Etichettare "Now I Got Worry”, semplicemente “blues” sarebbe riduttivo. Qui c’è blues punk, garage rock, rumore, sudore. Le canzoni sono brevi, tese, spesso ripetitive, ma volutamente così: servono a creare un’energia continua, quasi ipnotica. Il disco suona come una band chiusa in una stanza che suona a volume altissimo, senza preoccuparsi della perfezione. Ed è proprio questo il suo fascino.
Il leader, Jon Spencer non canta nel senso classico del termine: ringhia, provoca, urla, gioca con la voce come fosse uno strumento. La sua, è una presenza fortissima, teatrale, che porta avanti tutto il disco con carisma e faccia tosta. È musica che si sente prima nello stomaco e poi nella testa.
"Now I Got Worry”, ha un suono essenziale e diretto, la band è composta semplicemente da tre elementi, tutto ciò si sente: la chitarra è secca, il basso pulsa di brutto e la batteria è molestamente martellante. Niente fronzoli, niente riempitivi. Ogni brano va dritto al punto. Tutto è volutamente grezzo e questa scelta lo rende ancora più autentico, senza cercare compromessi.
Questo è un disco da ascoltare quando hai bisogno di scaricare la tensione, è perfetto per un ascolto breve ma intenso, magari non tutto in una volta. Meglio a volume sostenuto, senza distrazioni. Non è un album rilassante, ma è liberatorio.
Negli anni ’90, mentre molti gruppi cercavano la canzone perfetta, i Jon Spencer Blues Explosion hanno scelto un’altra strada: l’istinto. “Now I Got Worry” è diventato un punto di riferimento per tutto il garage rock e il blues più contaminato, influenzando tantissime band negli anni successivi.
I miei brani preferiti sono: "Wail", "2Kindsa Love", "Dynamite Lover" e "Can't Stop".
Voto: 8
Tracce:
1) Skunk – 2:39
2) Identify – 1:08
3) Wail – 3:09
4) Fuck Shit Up – 3:08
5) 2Kindsa Love – 3:02
6) Love All of Me – 1:58
7) Chicken Dog – 3:01
8) Rocketship – 3:14
9) Dynamite Lover – 2:58
10) Hot Shot – 2:09
11) Can't Stop – 2:53
12) Firefly Child – 3:24
13) Eyeballin – 3:17
14) R.L. Got Soul – 4:05
15) Get Over Here – 2:09
16) Sticky – 2:54
Durata: 45 minuti.
Formazione:
- Judah Bauer - chitarra e voce
- Russell Simins - batteria
- Jon Spencer - voce e chitarra
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Now I Got Worry” dei Jon Spencer Blues Explosion, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!























