Folta partecipazione questa mattina, 24 aprile, per l’81° anniversario della Liberazione. La commemorazione si è tenuta all’interno dei Giardini Zumaglini di Biella, di fronte al monumento dei Caduti, alla presenza di autorità (cittadine, provinciali e regionali), associazioni locali e combattenti d’arma, oltre a diverse rappresentanze politiche e istituzionali e primi cittadini di diversi comuni del nostro territorio.
Alla deposizione della corona d’alloro di fronte alla lapide dei Caduti, sono seguiti gli interventi dei relatori, a cominciare dal sindaco della città capoluogo Marzio Olivero: “La nostra è una democrazia che riconosce la libertà come diritto di ognuno, e non come concessione da parte di alcuni. Una democrazia che mira a riunire il popolo italiano anche per superare le ferite profonde del dopoguerra. Tuttavia, è innaturale che a distanza di tanto tempo quelle ferite non per tutti si siano rimarginate ma ciò non toglie che ognuno di noi sia oggi libero di vivere questa celebrazione come un momento di ricomposizione e non di contrasto. Se, come io penso, la Resistenza come l’antifascismo rappresentano una pagina importante della nostra storia io credo che questa pagina vada conservata con attenzione e protetta con scrupolo e non debba essere contaminata da chi pensa che tutto sia concesso in nome di un anacronistico antifascismo”.

Per il primo cittadino un momento così significativo della nostra storia “non può essere sminuito solo per coprire il vuoto ideologico e di ideali. Impedire, quindi, che l’antifascismo diventi la bandiera di idee e movimenti che nulla hanno a che spartire con quell’epoca storica e di quanti vissero quegli eventi e dei loro ideali è una responsabilità. Impediamo che usi impropri e anacronistici del nostro passato e della nostra storia possano scalfire l’unità del paese e del popolo italiano. Guardiamo al futuro, teniamo alta la guardia contro ogni tentazione autoritaria o totalitaria, difendiamo la nostra libertà, i nostri valori, la nostra civiltà e la nostra democrazia uniti, come paese e come italiani”.

Un appello alla memoria da condividere con le nuove generazioni è giunto dal presidente dell’ANPI provinciale Gianni Chiorino: “Ricordiamo oggi i caduti e i feriti di quei giorni. La partecipazione alla lotta di liberazione fu partecipata, unitaria e liberale. È impossibile ricordare uno per uno i 667 martiri della nostra terra che diedero la vita per la libertà, oltre ai mutilati e agli invalidi. Rammentiamo però le storie e gli esempi di alcuni, come Ugo Macchieraldo, Vittorio Menaldo e Guido Mentegazzi, tre rappresentanti della società civile che si opposero in quei tempi fino all’estremo sacrificio”.

Poi rivolgendosi agli allievi, ha sottolineato il senso di questa cerimonia a 81 anni di distanza: “Siamo custodi della fiaccola della libertà. Nulla di quei giorni può essere dimenticato. La memoria è un elemento alimentatore della democrazia. Mente e cuore vanno rivolti al passato ma lo sguardo deve guardare al futuro salvaguardo valori importanti come la democrazia, la solidarietà e la pace”.
Molto toccante, infine, le letture e i pensieri condivisi dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Biella III incentrati su Repubblica, Costituzione e libertà. La commemorazione è poi proseguita con la sfilata in via Italia sotto lo sguardo attento della popolazione fino ai portici di Palazzo Oropa, dove si è svolta la deposizione della corona d’alloro alla lapide della Liberazione.














































