“Un’inchiesta giornalistica, per quanto approfondita, non può sostituire un’indagine. E un titolo in prima pagina non può diventare una sentenza”. Con queste parole il sindaco Olivero nel pomeriggio di oggi martedì 31 marzo in consiglio comunale dopo l'audizione dell'assessore Amedeo Paraggio ha rotto il silenzio sulla vicenda legata all’onorevole Andrea Delmastro, finita al centro dell’attenzione mediatica a partire dal 18 marzo.
Il primo cittadino punta il dito contro il clima che si è sviluppato nelle ultime settimane, definendo “leggero” e a tratti fuori misura il dibattito politico locale. Secondo Olivero, infatti, se da un lato la stampa nazionale ha mantenuto formalmente una linea prudente ricordando l’assenza di indagati, procedimenti giudiziari e indizi di colpevolezza dall’altro “non c’è stata abbastanza prudenza da parte degli esponenti politici locali”.
Nel mirino del sindaco finiscono in particolare alcune iniziative della minoranza, come la richiesta di un consiglio comunale urgente e le interrogazioni presentate, che a suo dire sembravano voler “sostituirsi alla Procura della Repubblica”. Critiche anche per i toni utilizzati nel dibattito pubblico: “C’è stata una scarsa misura, una leggerezza nelle dichiarazioni che sono andate ben oltre la normale critica politica”.
Olivero contesta inoltre il modo in cui la vicenda è stata raccontata, sostenendo che sia stata “scritta partendo dalla fine”, ovvero dallo scoop giornalistico, per poi essere ricostruita a ritroso attraverso deduzioni. Un meccanismo che, secondo lui, rischia di generare una narrazione distorta.
Entrando nel merito, il sindaco ha ricordato che si tratta di una società costituita da persone incensurate, che hanno agito alla luce del sole e senza ricorrere a prestanome, con un investimento che lo stesso primo cittadino ha definito "modesto". “Non è mai stato fatto mistero dell’operazione”, ha sottolineato, evidenziando come non vi siano elementi concreti che possano far pensare a coinvolgimenti nel malaffare.
Particolarmente duro il passaggio sul clima mediatico e sociale: Olivero parla di una “giustizia sommaria mediatica”, capace di colpire anche chi non ha responsabilità accertate. “In quest’aula abbiamo spesso parlato del recupero delle persone e dei diritti dei detenuti. Qui invece si arriva a crocifiggere la figlia di una persona che responsabilità ancora non ne aveva”, ha dichiarato.
Olivero ha poi aggiunto una riflessione più ampia sul significato politico della vicenda in difesa della persona dell'onorevole Delmastro e delle persone coinvolte nella vicenda, spingendosi a osservare come “sia più facile immaginare che eventuali dimissioni dell’onorevole Andrea Delmastro possano risultare gradite alle organizzazioni mafiose, piuttosto che il contrario. C’è chi combatte la mafia con i cortei e chi, per combatterla, vive sotto scorta”. “Vivo a Biella da sempre e conosco i biellesi, la loro mentalità, una realtà in cui i volti sono familiari e le voci circolano rapidamente”. Proprio per questo, ha aggiunto, “è difficile immaginare che anche tra coloro che oggi contestano o chiedono chiarimenti ci sia davvero qualcuno che, nel profondo, ritenga le persone coinvolte vicine al malaffare”.
Il sindaco ha poi definito la richiesta di dimissioni dell'assessore Paraggio definendole “curiose e strumentali”. “Si contesta a una persona di aver svolto il proprio lavoro: sarebbe come chiedere conto a un avvocato per aver difeso uno spacciatore”, ha aggiunto.
In conclusione il grazie all'assessore Cristiano Franceschini che si è dimesso dalla carica di assessore nella giornata di ieri: "Ringrazio Cristiano Franceschini, perché come assessore, mi ha fornito e assicurato una preziosissima collaborazione, una passione sconfinata e soprattutto in questi pochi anni, è uscito da realizzare un lavoro straordinario per la città di Biella".

























