Gli ambulanti di Piazza Falcone non scendono a compromessi. Il 25 e il 27 giugno non accetteranno le soluzioni proposte dal Comune riguardo allo spostamento provvisorio in occasione del Concertozzo 2026, in programma il 27 giugno che avrà come location proprio piazza del Villaggio La marmora. Ma non è tutto.
Lunedì scorso l’amministrazione aveva convocato le associazioni di categoria per presentare le proposte in alternativa alla piazza del quartiere Villaggio per il mega evento in calendario a Biella a fine giugno: Piazza Vittorio Veneto/via Lamarmora e l’area nei pressi di Città Studi, oltre a una configurazione ridotta di piazza Falcone. Di qui la volontà da parte delle associazioni che erano presenti di coinvolgere gli operatori direttamente interessati che non erano presenti all'incontro, per capire la loro volontà. E ieri, lunedì 30 marzo, si è svolta la riunione dove per alzata di mano i presenti hanno votato “no” all’unanimità alle soluzioni alternative proposte. A fornire i dati è Michelangelo Trotta di Fiva Ascom Biella: su 60 venditori di piazza presenti in assemblea più 26 deleghe per un totale di 86 votanti, i voti contrari al trasferimento in occasione del Concertozzo 2026 sono stati 85, nessuno favorevole, solo 1 presente si è astenuto.
“Non accettiamo assolutamente di spostarci – spiega Paolo Calabrese del GOIA - . Abbiamo una dignità, e accettando le proposte dell’amministrazione creeremmo un precedente che non abbiamo nessuna intenzione di creare. E’ una scelta precisa che vuole ribadire il fatto che noi riconosciamo come unico luogo di mercato piazza Falcone, dove abbiamo le concessioni”.
Non è però tutto. Sempre ieri gli ambulanti hanno deciso di mandare al Comune una diffida che riguarda la violazione della Deliberazione della Giunta Regionale n. 32-2642 del 2/4/2001 contenente i criteri per lo svolgimento dell'attività di commercio su area pubblica. “Al titolo 3 – spiega Calabrese -, si dice che una manifestazione non è un motivo sufficiente per sospendere o spostare il mercato il mercato dai suoi spazi. Per Gli Alpini non avevamo detto nulla per buon senso, ma ora basta. Il concerto ci sarà, ma noi non vogliamo rinunciare a farci valere. Non si ferma un mercato per eventi di questo genere, ci sono altri luoghi ai quali il Comune può fare capo. Spiace anche a noi perché ci rimettiamo di tasca nostra, ma dobbiamo prendere una decisione, è una palese violazione dei nostri diritti”.
























