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AL DIRETTORE | 16 marzo 2026, 15:42

Guerra: come l’uomo e l’ambiente ne escono perdenti

Non si combatte più per la sopravvivenza, ma per un’illusione di controllo

Guerra: come l’uomo e l’ambiente ne escono perdenti

Guerra: come l’uomo e l’ambiente ne escono perdenti

Stiamo vivendo, spesso con colpevole disinteresse, la Vera 3^ Guerra Mondiale: quella del disastro ambientale. A differenza dei nostri antenati di 13.000 anni fa, che lottavano per sopravvivere a cambiamenti climatici naturali, l'uomo moderno continua a dimostrarsi un allievo distratto e quasi disinteressato della Storia. Accecato da avidità e sete di potere, oggi innesca e alimenta oltre 56 conflitti armati, coinvolgendo oltre 100 Nazioni, ignorando che la fabbricazione e l'uso delle armi sono tra le prime cause di emissioni di CO2, tossicità planetaria e aumento del numero di vittime innocenti.

L'avidità che uccide il futuro

Non si combatte più per la sopravvivenza, ma per un’illusione di controllo. Mentre consumiamo il 180% delle risorse rigenerabili, l’uomo ottuso crede di poter dominare Madre Terra. Questa mente offuscata dal profitto immediato, non solo finge di non vedere il "killer silenzioso" ma arriva al punto di negarne l’esistenza. Stiamo vivendo un periodo di crisi ambientale che sta distruggendo la risorsa indispensabile per la nostra vita e, soprattutto, sta pregiudicando il destino delle prossime generazioni.

Una chiamata alla condivisione di intenti

Mi rifiuto di assistere passivamente a questa corsa scellerata verso il punto di non ritorno. Non posso accettare che oltre ai milioni di bambini che continuano a morire per l'inquinamento nell'indifferenza generale, se ne aggiungano altri per cause belliche.

E’ ora di smettere di pensare, parlare, elargire false promesse per soddisfare la propria sete di potere. Per continuare a vivere, è indispensabile rallentare la corsa sempre più sfrenata, cieca e ottusa. Serve un cambiamento di rotta rapido e immediato ed è per questo che ho deciso di elaborare un progetto ambientale e sociale basato su un comportamento giusto, equo e dignitoso, guidato dall’empatia e non dall’avidità. La mia non è solo una proposta tecnica, è un appello a chiunque senta il dovere morale di proteggere chi verrà dopo di noi.

Uniamoci prima che sia tardi

Per capire chi di voi è pronto a condividere queste intenzioni di trasformare la preoccupazione in azione, sostituire la protezione con la prevenzione, riprendere il senso di responsabilità da parte di ognuno di noi, esporrò alcuni concetti chiari e diretti nel mio prossimo aggiornamento.

Il futuro delle prossime generazioni dipende dalla nostra capacità di agire concretamente.

Marcello Guelpa di Green Ark

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