Domenica 15 marzo, dalle ore 9:30 alle 12:30, presso gli ex bagni pubblici dei Giardini Zumaglini di Biella, verrà allestito un gazebo informativo delle forze comuniste biellesi: Partito della Rifondazione Comunista (PRC), Partito Comunista Italiano (PCI) e Partito marxista-leninista italiano (PMLI). L’iniziativa ha l’obiettivo di propagandare le ragioni del NO alla controriforma della giustizia su cui gli italiani saranno chiamati a esprimersi con il referendum del 22 e 23 marzo 2026. I comunisti non potevano che schierarsi per il NO di fronte a una controriforma che riprende elementi già presenti nel Piano di Rinascita Democratica del fascista Licio Gelli, il quale individuava nella separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante un passaggio decisivo per smantellare una delle garanzie di una giustizia equa e uguale per tutti conquistata con la Costituzione antifascista del 1948.
Il referendum del 22 e 23 marzo riguarda infatti la controriforma costituzionale della giustizia che porta il marchio di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, e del suo fedele mastino anti-magistrati Carlo Nordio. Un appuntamento che richiede la massima partecipazione attiva di tutti gli antifascisti, dei progressisti e dei sinceri democratici affinché questa controriforma venga respinta con un NO netto e deciso. Il progetto prevede, tra l’altro, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, indebolendone il ruolo di autogoverno e introducendo meccanismi di sorteggio che riducono ulteriormente l’autonomia dei magistrati. In questo modo aumenta la possibilità per il potere politico di influenzare nomine, carriere e disciplina.
Il disegno complessivo è quello di subordinare il potere giudiziario all’esecutivo, dopo che il Parlamento è già stato progressivamente ridotto a semplice ratificatore delle decisioni del governo. Per queste ragioni è necessario recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e votare NO, per impedire che venga portato a compimento un progetto che indebolisce i controlli di legalità e rafforza ulteriormente il potere del governo. In un referendum costituzionale non esiste quorum quindi ogni voto conta, quindi inondiamo le urne con un mare di NO!


























