/ POLITICA

POLITICA | 12 marzo 2026, 10:05

Gazebo unitario dei comunisti biellesi per il NO alla controriforma della giustizia

Gazebo unitario dei comunisti biellesi per il NO alla controriforma della giustizia

Gazebo unitario dei comunisti biellesi per il NO alla controriforma della giustizia

Domenica 15 marzo, dalle ore 9:30 alle 12:30, presso gli ex bagni pubblici dei Giardini Zumaglini di Biella, verrà allestito un gazebo informativo delle forze comuniste biellesi: Partito della Rifondazione Comunista (PRC), Partito Comunista Italiano (PCI) e Partito marxista-leninista italiano (PMLI). L’iniziativa ha l’obiettivo di propagandare le ragioni del NO alla controriforma della giustizia su cui gli italiani saranno chiamati a esprimersi con il referendum del 22 e 23 marzo 2026. I comunisti non potevano che schierarsi per il NO di fronte a una controriforma che riprende elementi già presenti nel Piano di Rinascita Democratica del fascista Licio Gelli, il quale individuava nella separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante un passaggio decisivo per smantellare una delle garanzie di una giustizia equa e uguale per tutti conquistata con la Costituzione antifascista del 1948. 

Il referendum del 22 e 23 marzo riguarda infatti la controriforma costituzionale della giustizia che porta il marchio di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, e del suo fedele mastino anti-magistrati Carlo Nordio. Un appuntamento che richiede la massima partecipazione attiva di tutti gli antifascisti, dei progressisti e dei sinceri democratici affinché questa controriforma venga respinta con un NO netto e deciso. Il progetto prevede, tra l’altro, lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, indebolendone il ruolo di autogoverno e introducendo meccanismi di sorteggio che riducono ulteriormente l’autonomia dei magistrati. In questo modo aumenta la possibilità per il potere politico di influenzare nomine, carriere e disciplina. 

Il disegno complessivo è quello di subordinare il potere giudiziario all’esecutivo, dopo che il Parlamento è già stato progressivamente ridotto a semplice ratificatore delle decisioni del governo. Per queste ragioni è necessario recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e votare NO, per impedire che venga portato a compimento un progetto che indebolisce i controlli di legalità e rafforza ulteriormente il potere del governo. In un referendum costituzionale non esiste quorum quindi ogni voto conta, quindi inondiamo le urne con un mare di NO!

Per il PMLI.Biella Gabriele Urban, sz.o.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore