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ALPINI | 09 marzo 2026, 19:00

Dalle vette del Friuli al cuore di Biella: il viaggio della "stufa della memoria"

Dalle vette del Friuli al cuore di Biella: il viaggio della "stufa della memoria"

Dalle vette del Friuli al cuore di Biella: il viaggio della "stufa della memoria"

Ci sono oggetti che non sono semplici "cose", ma custodi silenziosi di storie, sacrifici e fratellanza. È il caso della straordinaria donazione avvenuta nei giorni scorsi presso il Museo degli Alpini di Biella, un gesto che suggella un legame indissolubile tra la Pedemontana pordenonese e le valli biellesi, nel segno del cappello alpino. 

Tutto ha inizio nel maggio 2025, durante l’Adunata Nazionale degli Alpini a Biella. Tra la folla festante, il Gruppo Alpini di Aviano - Sezione di Pordenone - decide di visitare il celebre Museo degli Alpini cittadino. Sotto la guida del presidente della Sezione di Biella, Marco Fulcheri, le penne nere friulane rimangono letteralmente rapite dalla bellezza e dal rigore storico dell'esposizione. A colpire particolarmente i visitatori sono le ricostruzioni fedeli della vita in caserma e al fronte: scenari che trasudano umanità e fatica. 

È proprio davanti a queste scene che scatta la scintilla in una coppia di Castello di Aviano: l’Alpino Ezio e la moglie Rossella. Osservando i cimeli esposti, il pensiero di Ezio e Rossella è volato immediatamente al loro "Graner", il solaio di casa, dove da decenni era custodito un pezzo di storia familiare e nazionale: una vecchia stufa/scaldavivande da trincea, appartenuta a un loro avo alpino. 

"Quella stufa ha visto passare generazioni di alpini durante la Grande Guerra, ha riscaldato mani e cuori in momenti bui," hanno raccontato i coniugi. "Vederla chiusa in un solaio ci è sembrato un peccato. Abbiamo capito subito che il suo posto era qui, nel Museo di Biella, per essere ammirata da tutti e continuare a testimoniare la nostra storia." Detto, fatto. Nei giorni scorsi, il cimelio ha intrapreso il suo ultimo viaggio partendo dalla piccola frazione di Aviano per giungere a Biella. 

La consegna ufficiale è stata un momento di profonda commozione, un passaggio di testimone che trasforma un oggetto privato in un bene collettivo. Oggi la stufa da trincea ha trovato la sua collocazione definitiva all'interno del percorso museale, diventando un potente simbolo di unione tra gli alpini del Friuli e quelli del Piemonte. Un filo tricolore che unisce le montagne d’Italia, ricordandoci che, finché ci sarà qualcuno pronto a tramandare queste storie, lo spirito alpino non morirà mai.

Redazione g. c.

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