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Music Cafè | 04 gennaio 2026, 08:00

Eagles riascoltati per voi: Hotel California è superlativo, maturo e consapevole

Eagles riascoltati per voi: Hotel California è superlativo, maturo e consapevole

Eagles riascoltati per voi: Hotel California è superlativo, maturo e consapevole

Cari lettori di NewsBiella, quale modo migliore per augurarvi un buon 2026 iniziando alla grande questo nuovo anno con la rubrica settimanale, “Riascoltati per voi”? In questo nuovo articolo, ho scelto un album che nel 1976 ha davvero lasciato un segno indelebile nella storia della musica. La metà degli anni ’70 era un momento di passaggio: il rock psichedelico stava tramontando, e nuove sonorità più pulite, più mature, prendevano piede. “Hotel California” degli Eagles, è il simbolo perfetto di quella transizione: non più ribellione e libertà assoluta, ma una sorta di risveglio dopo il sogno.

Ci sono dischi che non hanno bisogno di presentazioni. Appena parte la chitarra iniziale di “Hotel California”, sai già dove ti trovi: su quella strada lunga, polverosa, calda, che sembra non finire mai. Era il 1976, gli Eagles erano al massimo della forma: Don Henley, Glenn Frey, Joe Walsh, Don Felder e Randy Meisner. Cinque musicisti che riuscirono a fondere rock, country e malinconia come nessun altro.

“Hotel California” è un disco costruito con precisione e passione: nove brani, ognuno con un’anima diversa. Dal mistero quasi cinematografico del pezzo d’apertura, alla dolcezza malinconica di “New Kid in Town”, fino alla potenza rock di “Life in the Fast Lane”.a

E poi, quella chiusura epica con “The Last Resort”, una delle canzoni più intense mai scritte sugli Stati Uniti. Un disco superlativo, così come le sue parti strumentali: il duello di chitarre finali tra Joe Walsh e Don Felder nella title track è ormai leggenda: una melodia che cresce, si intreccia, si rincorre e poi svanisce, come un sogno che si dissolve all’alba.

C’è l’eleganza del piano in “Wasted Time”, gli arrangiamenti orchestrali che danno un tocco quasi cinematografico, e un suono di batteria sempre caldo, rotondo, mai invadente. “Hotel California” è un album che ti insegna quanto conti l’equilibrio tra tecnica e sentimento.

Questo è un disco che va vissuto, non solo ascoltato, ogni nota ti accompagna in un viaggio nel tempo, ma anche dentro te stesso. Sì, perché riascoltare “Hotel California” a distanza di cinquant’anni è come guardare una vecchia foto in bianco e nero e accorgersi che ti parla ancora. “Hotel California”, racconta la fine di un sogno, ma anche la bellezza di averlo vissuto. Insomma, è un capolavoro da riascoltare ogni anno come un rito!

I miei brani preferiti sono: “Hotel California”; “New Kid in Town”; “Wasted Time”; “Victim of Love”; “Try and Love Again”; “Life in the Fast Lane” e “The Last Resort”.

Voto: 9,5

Tracce:

1) Hotel California – 6:30

2) New Kid in Town – 5:04

3) Wasted Time – 4:55

4) The Last Resort – 7:25

5) Life in the Fast Lane – 4:46

6) Try and Love Again – 5:10

7) Victim of Love – 4:11

8) Pretty Maids All in a Row – 4:05

9) Wasted Time (Reprise) – 1:22

Durata: 43 minuti.

Formazione:

- Joe Walsh - voce, chitarra, tastiere

- Don Felder - chitarra

- Glenn Frey - voce, chitarra, tastiere

- Randy Meisner - voce, basso

- Don Henley - voce, batteria

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Hotel California” degli Eagles, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, Il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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