"La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi". La Curia risponde così alle accuse pubblicate nella giornata di ieri, mercoledì 4 maggio, da un giornale locale che ha ripreso le parole scritte dal sacerdote Andrea Giordano nel suo blog Chiesacontrocorrente.
Da un'ulteriore pubblicazione del blog "Arcangelo-gamaz" si sostiene che don Piergiorgio Albertini, missionario biellese della parrocchia di Cristo Rei in Brasile, sarebbe stato condannato per pedofilia al dì fuori dell'Italia. Dalla sentenza si evince che il giudice, pur riconoscendo "che è innegabile la presenza di prove sufficienti a dimostrare che il ricorrente Albertini abbia praticato atti di libidine contro la vittima", ha estinto la responsabilità penale per avvenuta prescrizione. "Dal ricevimento della denuncia - scrive il magistrato - fino alla condanna sono infatti trascorsi più di 7 anni" quando il termine previsto è di sei. Attualmente don Albertini officia nell'area di Mosso-Trivero.
Dalla Diocesi di Biella è arrivata la replica attraverso un comunicato che riportiamo integralmente: "Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue. Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966.
Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato dal Monsignor Massimo Giusetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri. Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori.
Il vescovo di Borba, in Brasile, emette il decreto preventivo di “sospensione a divinis" in attesa del processo civile e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella.Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alla responsabilità laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale Civile dello Stato dell'Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.
A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in Diocesi del sacerdote anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiteriale.
Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014, al rientro in Italia di don Albertini, scrisse: "Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria. Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta.La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi.
La totale trasparenza richiesta da Papa Benedetto XVI e Papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani".























