Nell’articolo precedente abbiamo visto come lo sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale si stia imponendo come un fattore chiave negli equilibri geopolitici mondiali. Il fatto che l’accesso ad alcuni modelli avanzati possa essere limitato ai soli cittadini statunitensi, o che colossi tecnologici collaborino con i dipartimenti della difesa per lo sviluppo di armamenti, sono dinamiche su cui è urgente riflettere.
Oggi allarghiamo lo sguardo per capire come si sta muovendo l’Europa in questo scacchiere complesso. Pur non trovandoci, per ora, allo stesso livello dei giganti statunitensi, nel nostro continente stanno nascendo progetti di grande interesse.
La risposta francese: il caso Mistral AI
Il progetto europeo più avanzato e conosciuto dagli addetti ai lavori – ma forse ancora poco noto al grande pubblico – è Mistral.
Si tratta di un’azienda francese fondata nel 2023 da Arthur Mensch, Guillaume Lample e Timothée Lacroix, ex studenti dell’École Polytechnique con alle spalle anni di esperienza nello sviluppo di modelli IA all'interno di realtà come Google e Meta (la holding di Facebook e Instagram).
Nell'aprile del 2023 la startup lancia una campagna di raccolta fondi che registra fin da subito risultati straordinari. Nel giro di pochi mesi Mistral raccoglie 105 milioni di euro, arrivando a toccare in appena un anno i 600 milioni di euro di finanziamenti, con una valutazione complessiva stimata intorno ai 5,8 miliardi di euro (fonte: cnbc.com).
Gran parte di queste risorse proviene da partnership strategiche con altre aziende tecnologiche (come NVIDIA) e da importanti fondi d’investimento europei e americani, tra cui BNP Paribas, Lightspeed Venture Partners e Andreessen Horowitz.
Questo successo evidenzia un punto di svolta fondamentale: l’era dei garage è finita. Quella narrazione un po' romantica secondo cui le più grandi multinazionali hi-tech della storia (come Apple o Microsoft) sarebbero nate dal nulla grazie a pochi amici chiusi in un garage, con zero fondi e tante idee, è ormai superata (e storicamente in parte smentita, poiché il sostegno economico è sempre stato indispensabile). Oggi l’asticella si è alzata enormemente: per addestrare modelli di IA con prestazioni competitive servono infrastrutture di calcolo mastodontiche, ingegneri con competenze ultra-specialistiche e, di conseguenza, investimenti finanziari colossali e continuativi.
I fondi raccolti da Mistral, per quanto impressionanti in chiave europea, non sono ancora paragonabili ai budget dei colossi americani. Le prestazioni dei migliori modelli della casa francese, infatti, rimangono ancora distanti da giganti come OpenAI, Anthropic e Google, che continuano a contendersi lo scettro di "modello più potente".
Minerva: l’Intelligenza Artificiale che parla (e pensa) italiano
In Italia la vera novità in questo campo si chiama Minerva.
Sviluppato dal gruppo di ricerca Sapienza NLP dell'Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il CINECA e il centro FAIR (Future Artificial Intelligence Research), Minerva è il primo modello linguistico di grandi dimensioni addestrato da zero con un focus primario sulla lingua e sulla cultura italiana.
Questo dettaglio è cruciale. Un modello linguistico (LLM) è il risultato diretto dei dati su cui viene addestrato. Poiché i grandi modelli d'oltreoceano sono stati istruiti quasi esclusivamente su testi in lingua inglese, le loro capacità sono ottimizzate per quella cultura e quella sintassi.
Quando utilizziamo un'IA americana in italiano, in realtà avviene un processo particolare:
· I percorsi logici interni, le associazioni concettuali complesse e i processi di problem-solving dell'algoritmo si sono formati su schemi prettamente anglofoni.
· L'elaborazione profonda del pensiero della macchina avviene in una sorta di "interlingua" matematica astratta, fortemente influenzata dalla semantica e dalla logica inglese.
· La risposta finale in italiano non è una semplice traduzione, ma la selezione dei token (parole o frammenti di esse) italiani che risultano statisticamente più coerenti dal punto di vista grammaticale e sintattico.
A questo limite strutturale si aggiunge il "peso" culturale: i modelli globali risentono inevitabilmente di un'impronta culturale anglosassone, spesso dominante rispetto alle specificità storiche e sociali italiane.
Da qui nasce la sfida del team de La Sapienza: addestrare Minerva partendo da fonti interamente in lingua italiana. Il progetto, finanziato con i fondi pubblici del PNRR e supportato dal programma FAIR, è stato sviluppato sfruttando la straordinaria potenza del supercomputer Leonardo del CINECA (il consorzio interuniversitario italiano). L’obiettivo finale è renderlo uno strumento di riferimento per le nostre università e per la Pubblica Amministrazione.
Le prestazioni dei modelli base di Minerva si avvicinano a quelle di Mistral: pur restando distanti dai colossi d'oltreoceano, garantiscono comunque un ottimo livello qualitativo. Per chi volesse provarlo in prima persona, è possibile interagire con questa IA interamente italiana visitando il sito chatminerva.org.
La forza dei modelli "Open" per la privacy
La vera caratteristica vincente che accomuna sia la francese Mistral che l'italiana Minerva è la scelta di puntare su modelli aperti (open-source o open-weights), scaricabili ed eseguibili localmente.
Al contrario delle soluzioni proprietarie americane (che sono sistemi "chiusi", utilizzabili esclusivamente passando attraverso i loro server), questa impostazione consente ad aziende, enti pubblici e professionisti di far girare l'IA direttamente sui propri computer o server aziendali. In questo modo si azzera il rischio di fughe di dati sensibili all'estero, garantendo il pieno controllo sulla privacy.
L'Europa e l'Italia dimostrano così di avere eccellenze e idee chiare. Sebbene l'ecosistema tecnologico americano sia al momento più strutturato, concentrare risorse finanziarie e intelligenze su progetti mirati è l'unica strada percorribile per non essere esclusi da una partita geopolitica che ridisegnerà il nostro futuro.
























