“L’assassinio di Paolo Borsellino, dopo quello di Giovanni Falcone, fu il tentativo della mafia di colpire non solo lo Stato ma anche la speranza dei siciliani e di tutti gli italiani. Ma proprio quella strage segnò un punto di non ritorno: rafforzò la risposta dello Stato e risvegliò le coscienze di un’intera nazione”. A parlare il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
E aggiunge: “Borsellino è stato uno dei più grandi servitori dello Stato. Ha sacrificato la propria vita per la legalità, la giustizia e la libertà. La mafia stragista è stata sconfitta ma la battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata e per l’affermazione della cultura della legalità richiede un impegno quotidiano da parte di tutti”.
“Nel ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, rinnoviamo il dovere di custodirne l’esempio e di trasmetterne i valori alle nuove generazioni – afferma Pichetto - È questo il modo più autentico per onorarne la memoria e per rafforzare ogni giorno l’impegno dello Stato a difesa della legalità e della democrazia”.
























