Trasformare la rete ferroviaria piemontese in una centrale diffusa di energia pulita, sfruttando lo spazio inutilizzato tra le rotaie senza consumare un solo metro quadro di suolo agricolo o naturale. È questa la sfida lanciata da Davide Zappalà, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha sottoscritto un ordine del giorno per chiedere alla Giunta Regionale di attivarsi formalmente nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per avviare una sperimentazione anche sulle linee attive del Piemonte.
“Il Piemonte ha l’opportunità di posizionarsi all’avanguardia nella transizione energetica pragmatica ed ecosostenibile – dichiara Zappalà. – Questa tecnologia, già in fase di test in altri contesti europei a partire dalla Svizzera, risolve il più grande problema del fotovoltaico tradizionale: la sottrazione di terreno spendibile per l'agricoltura o l’alterazione del paesaggio. È una soluzione a impatto visivo zero, che valorizza sedimi infrastrutturali già antropizzati e parzialmente già elettrificati e che sfrutta la vicinanza alle cabine elettriche di alimentazione della rete”.
Al centro della proposta ci sono i moduli fotovoltaici amovibili di ultima generazione: pannelli solari ultra-resistenti progettati appositamente per essere posati e rimossi rapidamente tramite treni officina automatizzati, garantendo così la piena e immediata esecuzione delle periodiche attività di manutenzione dei binari.
L’ordine del giorno sottoscritto dall’esponente di Fratelli d’Italia chiede all'esecutivo regionale a promuovere un tavolo di confronto con RFI e i soggetti competenti, individuando una o più tratte pilota sul territorio piemontese per testare la tenuta dei moduli alle sollecitazioni meccaniche e all’efficienza della produzione energetica in condizioni reali.
“La tutela dell'ambiente non deve passare attraverso vincoli ideologici o penalizzazioni per il territorio, ma attraverso il sostegno all'innovazione. Portare la sperimentazione dei pannelli amovibili tra i binari piemontesi significa fare della nostra Regione un laboratorio d'eccellenza nazionale, dimostrando che è possibile coniugare efficienza infrastrutturale, sicurezza dei trasporti e produzione di energia rinnovabile a beneficio di tutta la comunità, senza penalizzare la produzione agricola e senza compromettere il paesaggio”, conclude Zappalà.
























